sabato 3 maggio 2014

Elezioni a Mazara: trovare la logica nell'illogico

Sforzarsi di trovare la logica nell'illogico è un esercizio ambizioso. 
Si rischia però di essere goffi, magari prefigurando strategie e dietrologie talmente irreali da essere ridicole. Ecco allora che alleanze e liti si spiegano con i massimi sistemi elettorali o magari con semplici antipatie personali. A 20 giorni dal voto Mazara del Vallo si trova in questa situazione. I commentatori, i giornalisti, i professionisti dei discorsi da bar hanno numerose incongruenze nel disegnare le loro tesi basate sul “già tutto è stabilito”. Cosa che è invece onesto fare attraverso la condivisione pubblica, che l'informazione offre, è di vedere e raccontare, forse banalmente, ma con serietà quello che c'è, quello che si respira e si percepisce. La precauzione d'obbligo sia per chi tenta di mettere dei punti fermi, sia per chi tenta di scorgerli in ragionamenti altrui, non può che essere la consapevolezza di uno scenario mutevole, di basso livello politico, di grandi fughe in avanti, e di scarsi spunti realmente intellettuali. Inoltre le percezioni, le sensazioni di chi scrive sono sempre una parte del tutto, con nessuna presunzione di totalità. Il campione su cui mi sono basato per tastare il terreno dei votanti, degli eventuali votati, del circo della politica, è un bacino magari ampio, ma sempre parziale rispetto al tutto. Ecco perché alla fine ognuno mi darà torto o ragione, ma non sulla verità, quella la scrivo perché la colgo, ma sulle proporzioni dei ragionamenti che farò. Il primo di questi ragionamenti non può che partire proprio da lui, il vero re di questa città, Nicola Cristaldi. 
Nicola Cristaldi
Ho spesso scritto che Mazara non perdona niente a nessuno, ma proprio a nessuno, tranne che a lui. Nicola Cristaldi capisce cosa fare e quando farlo, ed anche quando commette errori politici macroscopici, come avere ripetuto per diversi anni consecutivi (guarda caso sempre alla fine dell'estate) di volere tornare al voto non facendolo mai, la città se ne scorda, non gli da peso, o magari i suoi avversari politici non riescono non solo a non scalfire la popolarità del Baffo, ma neanche a far crescere la propria. Cristaldi parte da favorito nella prossima campagna elettorale (la legge elettorale sempre attagliata sui suoi pregi) e può fare rimbalzare la palla dove vuole, agli altri il compito di intercettarla e magari rubarla. Incensare Cristaldi è un modo indiretto per muovere un'enorme critica al resto della politica Mazarese. La sinistra piccola piccola che si divide e si unisce a malo modo, perde i propri intellettuali (senza usare la malafede non si capisce poi neanche tanto bene perché). 
Giuseppe "Pino Bianco", Rosario Crocetta
Bianco, candidato di quest'area, è una persona stimabile, altamente stimabile anche e specialmente fuori i confini di questa città. Forse l'unico in grado di battere in un'eventuale ballottaggio Cristaldi. Bianco però non infiamma, non solo per proprie mancanze non riesce ad essere ne l'Obama ne il Renzi della situazione (strano per lui che ha sempre incarnato la sinistra nuova e moderata, anche quando non era di moda). Alcuni passaggi sono troppo sbagliati per essere veri. La scelte di giunta sono un invito a votare da un'altra parte almeno per larga parte delle persone da me interpellate(che non hanno alcun valore scientifico), non per la mancanza di valori quanto di quello spirito realmente forte ed innovativo che quei nomi di certo non incarnano . Bianco da solo si propone al popolo forte della sua storia famigliare e personale, ma è schiavo comunque di logiche elettorali che non hanno portato alla creazione di quell'audace staff giovane, preparato e colto, da opporre agli apparati di destra, che da tempo si auspicava. Le idee, i progetti, laddove ci sono vengono scanditi sottovoce, al contrario degli altri che magari promettono il mondo (illudendo solo gli stolti che vogliono farsi illudere). A fare da pungolo a questi due interpreti c'è poi Vito Torrente. In realtà il più attivo tra i candidati fin qui citati.
Vito Torrente
Di lui fanno impressione molte cose. Fanno impressione tutte le sezioni elettorali aperte; fanno impressione le molte di risorse profuse in campagna elettorale; fa impressione, forse la più grande, la perfezione della macchina elettorale messa in campo. Un'enormità di candidati, ben 5 liste, di uomini che corrono per la città e chiedono ad amici, parenti e dipendenti, di fare votare per se e per Vito Torrente. Ma perché Vito Torrente, che quasi tutti vedono sconfitto in un eventuale ballottaggio con molti dei big di questa città, si è candidato in prima persona? La risposta non è facile. L'esperienza di Vinnuccia Di Giovanni 5 anni fa, sospinta da Torrente e Massimo Russo più altri, insegna che le corse elettorali si fanno personalmente, e si vince e si perde per se. Forse però c'è pure altro motivo. La candidatura di Torrente in prima persona, dopo le vicende politiche degli ultimi 10 anni, significano che Torrente continua ad essere un politico locale che deve seguire le linee che arrivano da Trapani e da Palermo per avere visioni ampie per i propri progetti. Per farla breve Torrente, la sua coorte è costretto a candidarsi per tenere in piedi un gruppo forte, fortissimo, che con la vecchia legge elettorale sarebbe stato il più serio candidato alla vittoria finale, e che oggi invece rischia di farsi sfuggire persino il ballottaggio. I discorsi potrebbero finire qui. Mi piacerebbe che finissero qui. Magari si potrebbero obbiettare od approfondire alcuni passaggi. Infondo abbiamo un candidato di Destra (che non avrà il simbolo di Forza Italia); uno di Sinistra (che il Pd locale si è ritrovato); ed uno di centro nel senso più democristiano del termine, avendo militato sia a destra che sinistra. Ma questa sarebbe la logica, in un palinsesto di notizie del tutto illogiche. A queste 3 candidature ne vanno sommate ben altre 4. C'è Leo Falco ed il suo movimento 5 stelle; c'è Toni Scilla (anche lui senza il simbolo Forza Italia); Pino Siragusa con il simbolo di Alfano e D'Alì (Nuovo Centro Destra); infine c'è il consigliere uscente Roberto Frazzetta (anche lui senza riferimenti nazionali partitici). Ora potremmo stare qui delle ore a raccontarci tante cose intelligenti su questa campagna elettorale e di certo tornerò a fare il notista politico nei prossimi giorni e settimane. Lasciatemi però in questa fase solamente dire quanto sia illogico parlare di politica in un contesto dove ci sono 7 candidati a sindaco (di cui 5 tutti della stessa area di riferimento, il centro destra) e 475 candidati a consigliere (con soli 30 scranni a disposizione).

Ma d'altronde si sa:<< La logica è noiosa>>





Ivano Asaro
Ivano Asaro