lunedì 18 marzo 2013

Il Gattopardo di Bersani e Grillo

Ivano Asaro
Ci sono momenti che contraddistinguono un'epoca, quei momenti in cui hai la netta sensazione che qualcosa possa migliorare. Tutto ciò lo riassumiamo, solitamente, nel termine <<cambiamento>>.

Il cambiare è una di quelle parole abusate nel gergo comune, specie a livello politico e civico. Sentiamo spessissimo frasi del tipo <<Si cambia; si fa questa cosa per dare un segno di cambiamento; serve un cambiamento>>. Senza scomodare i vocabolari più acclarati, è chiaro che il significato della parola cambiamento non sia di per se qualcosa di positivo, anzi un cambiamento può essere qualcosa di negativo, e spesso lo è
senza poi disturbare il sonno dei vecchi filosofi ed il famoso “panta rei”, anche in questo istante tutto ciò che abbiamo intorno sta cambiando e non è più uguale ad un momento prima. Per riportarci ai temi della politica, anche li il cambiamento non è solo, purtroppo, una cosa  positiva. Un esempio? Uno su tutti è che molti dinosauri della politica oggi non sono più in parlamento, è cambiato in sostanza il capoccione che occupa quegli scranni. Certo alcuni sono ancora li, ma in fondo in fondo anche loro sono cambiati: Casini non è più il Golden Boy della politica italiana, e non è mai diventato Capitano, e per estremi, persino l'inossidabile Giulio Andreotti oggi non è altro che un complicato libro di storia da maneggiare con cura, ponte tra un passato che rinneghiamo ed un futuro nascosto tra le ombre. 

Tutto ci cambia attorno e non di certo in meglio: nell'ordine dopo l'impero Craxiano, impero solo politicamente inteso, si è passati all'impero Berlusconiano, impero totale e come tale con i disertori e con i dissidenti. 



Tutto cambia veramente allora? 

Mah, dal Gattopardo in poi chi di noi non ha almeno una volta detto: <<tutto cambia per rimanere uguale>>?. Forse hanno ragione quanti sostengono questo pensiero, e per carità questa non è la sede per smentire Tomasi di Lampedusa, anzi l'esercizio che viene più facile è proprio accordargli consenso: è vero, per ritornare sull'esempio, che si è passati, da Craxi a Berlusconi, ma quanti di voi non trovano per lo meno qualche imbarazzante analogia tra i due? Certo ognuno ha poi il dovere di dare giudizi di merito sul loro operato, così come i giudici hanno il dovere di dare giudizi di legalità sulle loro condotte. Ed il discorso via via potrebbe allargarsi, corrotti c'erano ieri, corrotti ci sono oggi, poveri disgraziati c'erano e ci sono, e magari poi ci scappa pure qualche eroe che commuove e costringe tutti a spolverarsi la giacca per i giorni di lutto


Potremmo fermarci qui, ma scrivere senza speranza e senza lotta è la peggiore delle cose, che neanche il freddo e gelido curatore fallimentare fa. Si scrive per indirizzare questo cambiamento verso la parte più giusta, o per lo meno quella che si ritiene tale. Cambiare si, ed in meglio per giunta.


Il tanto contestato Bersani, soggetto dei giudizi che si convengono più spesso per degli sportivi, è stato giudicato un brocco, come quell'allenatore che aveva Baggio e nonostante questo non vinceva. Bersani, leader di un partito reale e forte, arriva primo e non vince, fa cose buone e nessuno se ne accorge. Bersani insomma fa parte degli allenatori mediocri. Io stesso in passato, alla luce di sue scelte lo definii <<il peso morto della storia>>. 



Poi però una mattina l'Italia si alza e può, finalmente, essere fiera dei propri presidenti delle camere: non più uno Schifani, su cui le procure ci diranno, ed un Fini, antipatico ex fascista ed ormai inutile sia a destra come a sinistra, non non più loro due, 
Laura Boldrini, neo Presidente della Camera dei Deputati
ma Laura Boldrini (alla Camera), che oltre ad essere tante cose che il mondo ci invidia, è una donna capace e che quando parla fa un discorso con la speranza e non con i problemi, non negando questi ultimi ma aprendo uno spazio per il loro superamento; 







Piero Grasso, neo Presidente del Senato della Repubblica


e Piero Grasso (al Senato), anche lui è tanto tanto importante, anche se certe battute sui premi se le sarebbe potute risparmiare. 






Insomma gli Italiani possono dire di non essere più quelli del Bunga Bunga, per dirla spicciola, ma quelli dell'aiuto ai profughi ed ai più bisognosi e della lotta alle mafie, mica un cambiamento da poco



E tutto questo grazie a chi? 

Io un nome, con mille specifiche da fare, ce l'ho:

  • è quello stesso nome che è arrivato primo e non ha vinto, 
  • quello stesso che ha fatto due primarie, vincendole,
  • quello stesso che ha messo fuori due siciliani dal partito, che erano due pesi massimi elettorali, per i procedimenti a loro carico(roba che nel pdl ti fanno una pernacchia), 
  • che ha portato di suo pugno in parlamento Corradino Mineo e lo stesso Piero Grasso (la Sicilia sana e meritevole), 
si si proprio il nome dell'allenatore mediocre, Bersani. Ora il segretario del Pd non ha fatto tante cose giuste nella campagna elettorale, in più si ritrova ancora brutta gente nel partito, ed ha responsabilità evidenti in alcune sconfitte al sud, specie in Sicilia, territorio su cui avrebbe dovuto vigilare di più. Al netto di questo, negarne però gli aspetti e le azioni positive sarebbe un crimine. Bersani in fondo non è così scarso, come abbiamo visto, ed ancora di più merita un'occasione vera per provare a raddrizzare questo paese. Già certi grillini questo l'hanno capito. Bersani, non sarà forse mai uno statista, forse non sarà mai Pertini, e magari non sarà mai l'Obama italiano, ma non vedo perché non possa essere un buon presidente del consiglio, soprattutto per fare specifiche cose di cui c'è assoluto bisogno. I grillini, in un colpo solo hanno l'occasione non solo di smentire la storia, ovvero la vecchia teoria che è la politica che cambia gli uomini e non il contrario, cambiare il paese e cambiare la letteratura, proprio quel Tomasi di Lampedusa. 

Cambiare tutto, migliorandolo, non si può, naturalmente, specie in soli cinque anni, ma cambiare definitivamente certe cose si. Con l'aiuto dei Grillini, che possono avere la leadership morale del prossimo esecutivo, si può incidere sul cuore marcio di questo paese e diminuire fortemente il potere finanziario sulle nostre teste, oppure consegnarlo definitivamente alle banche ed alla parte malata del pd. Si può cambiare in meglio, è questo proprio uno di quei momenti che hanno il sapore delle occasioni.



Ivano Asaro