lunedì 8 luglio 2013

Un anno al Mondiale: i limiti di un Italia da bronzo!

Mirko Scimemi
L’Italia, vincendo la finale valida per il terzo posto, conquista la medaglia di bronzo al termine della nona Confederation Cup, il torneo delle nazionali che si svolge un anno prima dei Mondiali. Analizzando le partite disputate dalla nazionale si evidenzia la solita prestazione maiuscola con le big (vedi lo 0-0 con la Spagna) e le partite sofferte con Messico e Giappone. Questo ci conforta in vista del Mondiale perché se si vuole arrivare in fondo si dovranno affrontare le migliori formazioni e noi sapremo farci rispettare. Se si vuole vincere bisogna risolvere due dei problemi che si sono visti in Brasile: difesa e il vice-Balotelli. Sono i finiti i tempi in cui l’Italia si poteva permettere di schierare Zambrotta Nesta Cannavaro Maldini, dobbiamo accontentarci con quello che ci offre il nostro vivaio nazionale. L’unica nostra sicurezza si chiama Giorgio Chiellini, ma poi c’è il vuoto. Nessun altro difensore è in grado di formare con lui una coppia solida che ci possa fare stare tranquilli per 90 minuti, ogni partita abbiamo sofferto sia sulle fasce che centralmente, frutto di errori di posizione grossolani che da gente come Barzagli e Abate non ci aspettiamo. Se Prandelli è così deciso a giocare con la difesa a 4, allora andrebbe preso maggiormente in considerazione Bonucci, la sua partita contro la Spagna sia con la difesa a 3 che a 4 è stata di livello assoluto. Ma a mio avviso per dare sicurezza al reparto partire a 3 dietro sarebbe fondamentale, Chiellini Barzagli Bonucci si conoscono a memoria,la loro intesa ha fatto le fortune della Juventus vincitrice di due scudetti consecutivi e ad oggi formano un trio solido e difficile da affrontare per qualsiasi attaccante. L’altro problema è legato a un vice-Balotelli, alla Confederation Cup contro Spagna e Uruguay abbiamo maledettamente sofferto la sua presenza in campo, Gilardino si è dato da fare ma nel calcio di oggi non può dare un grande aiuto alla squadra. Il nostro C:T. ha fatto delle scelte legate a moduli e giocatori a lui cari, ma perché non portare Matri?Possiamo capire l’esclusione di Osvaldo, sappiamo tutti dell’etica prandelliana,ma l’attaccante della Juventus meritava la convocazione e avrebbe contribuito maggiormente alla causa. Con tutti gli effettivi e qualche sistemazione tattica siamo tra le più forti, la partita con la Spagna è un punto d’inizio, siamo stati padroni del gioco e del campo, abbiamo messo sotto le furie rosse che hanno avuto la fortuna di non aver avuto contro il nostro Marione Balotelli. Non ci resta che attendere un anno e finalmente potremmo andare a caccia del nostro quinto Mondiale e diventare, insieme al Brasile, la nazionale più vincente. Infine vorrei scrivere due parole sugli spettatori presenti agli stadi perché sono stati esemplari nonostante le sommosse a livello locale, non un coro razzista, nessuna rissa, solo tifo e divertimento, proprio quello che tutti noi vorremmo vedere ogni domenica nei nostri stadi.



Mirko Scimemi