martedì 10 dicembre 2013

Odore di Fascismo, tra un forcone ed un cretino

Ore complesse, giorni agitati, uno Stato bistrattato e pigro. Le violenze, la piazza, il colore stesso dell'odio contro tutti e nessuno. In questi momenti non faccio altro che pensare e mettere insieme i pezzi. Come un puzzle raccolgo le tessere che vanno dall'ignoranza arrabbiata dei “forconi” alla dotta violenza politica dei gruppi di destra estrema. In mezzo di tutto. Centri sociali di sinistra, anarchici, antagonisti, stupidi, cretini, gente affetta da manie di protagonismo. La lotta li mette insieme.



Il malumore ha sempre messo insieme idee diverse contro un nemico infame. Una volta il nemico, la carogna fascista, mise insieme liberali, comunisti, cattolici e socialisti. Oggi, nella società 2.0, il nemico banchiere mette insieme Fascio, marcio e sinistra. Fin qui il quadro è abbastanza coerente, il disagio economico spinge alla rivolta in sapore italico. Che significa “sapore italico”? Significa che fino a quando le cose andavano, bene o male, tra pensioni dei nonni, conti in banca e furberie, l'italiano medio ha sempre dimenticato il valore della politica, della partecipazione. L'egoismo portava a coltivarsi l'orticello. Oggi, senza i nonni, senza più il conto in banca, lo stesso malessere porta, con lo stesso egoismo, a scendere in piazza. Il sapore Italico è questo: considerare il vicino scemo ed adire la lotta non per il bene comune, ma perché si comincia a patire la fame per se. Dobbiamo indignarci in quanto italiani per questo? Molto probabilmente si, di sicuro però non dobbiamo stupirci, siamo sempre stati così. Winston Churchill un giorno disse:<< Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti. >> In tutto questo ci sono però dei passaggi che non mi tornano. 


Come fanno i “Forconi” ad essere radicati così tanto nel territorio nazionale nonostante non esistano per il resto dell'anno?

A questa domanda si potrebbe facilmente rispondere che magari si usa il marchio “Forconi” per aizzare scalmanati, anche a buon diritto, che però hanno altre appartenenze. Ma quali sono queste appartenenze? É palese ormai che ci sia un forte connubio tra le destre extraparlamentari e i forconi, specie fuori dalla Sicilia. I fascisti insomma inforcano la protesta. 

C'è un altro punto che non mi torna: perché adesso la protesta? 


Mi spiego. Si è votato a Febbraio di quest'anno per rinnovare il Parlamento, ovvero nel 2013, e gli stessi forconi si erano presentati, con risultati risibili alle regionali di qualche mese prima in Sicilia, dimostrando di non avere la forza ne un gran seguito. Perché a pochi mesi dalle elezioni c'è già tutta questa rabbia? Perché i forconi riescono avere comunque seguito e credibilità se poi nessuno li ha votati ne cercati per le consultazioni elettorali? 

Le risposte possono essere molteplici. 

Potremmo pensare che semplicemente il malessere covava da tempo, come Canto Libero ripete ormai da più di un anno, e che quando la folla scoppia scoppia, inutile fare previsioni. Ma si potrebbe anche pensare altro. Si potrebbe anche dire, per esempio, che a qualcuno convenga il caos, convenga ignorarlo, anzi proprio alimentarlo sia conveniente. 

A chi? 

L'ipotesi più probabile, e qui ci viene in mente il metodo Cossiga, è da addebitare a chi vuole rendere stabile questa forza di governo. L'attuale sistema, ovvero con il tutti dentro delle larghe intese, è quanto di più instabile ci possa essere, e solo la paura del baratro può fermare dinamiche parlamentari che portino al voto. 

Allo stesso modo si può dire che anche chi vuole il voto potrebbe soffiare sul vento della protesta, delegittimando attraverso la piazza inferocita il governo Letta. Chissà come mai non mi stupisco che Berlusconi e quattro tipi come lui (Zamparini?) non siano proprio così contrari ai forconi ed al loro assembramento. 

Di certo c'è poco e magari le mie sono solo fantasie da prima Repubblica. Lo spero. 

Di sicuro c'è che una forza organizzata, normalmente, prima cerca di perseguire le vie democratiche, poi in caso di esito negativo, passa all'azione. I forconi, o comunque il movimento “9 dicembre” non ha esperito altre vie, e quei pochi tentativi hanno al massimo delegittimato l'organizzazione, non la politica. 

La paura che le cose possano degenerare, continuando a sopportare il silenzio del governo, ce l'ho. Sciascia, illustre pensatore, arcigno e geniale, disse:<<Un'idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi, soltanto quella morta ne produce. Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.>> Ecco il fascismo è un'idea morta che produce incredibili proseliti, tra chi inneggia a governi militari, tra chi invoca la gogna per i rappresentanti dello Stato, eletti poi da noi meno di un anno fa, e chi proprio catechizza il colpo di Stato. 

Perché si, c'è stato chi ha invocato il colpo di Stato, con tanto di messaggio pubblico. Chi?

Ma chi se non Grillo. Il comico genovese, ispiratore di tanti sinistrosi delusi con idee di destra, ha proprio mandato dei messaggi alle cariche apicali delle forze dell'ordine dicendogli di dire ai loro ragazzi (le forze dell'ordine sul territorio) di non difendere più i politici, piuttosto di unirsi ai manifestanti. Proposta genialmente sovversiva, che se fosse stata prodotta da Bossi avrebbe avuto un enorme strascico polemico alimentato anche da quei soggetti che, siccome l'ha detto Grillo, difendono a spada tratta il Santone. Il pericolo c'è, inutile dirvi il contrario.


Ivano Asaro

Ivano Asaro