lunedì 25 marzo 2013

Italiani contro Italiani, l’altra faccia della medaglia dello sport italiano


Mirko Scimemi
Il calcio italiano è in piena crisi! Lo dicono ovunque e non solo a livello economico; la crisi è soprattutto l’assenza di valori. Società e soprattutto i tifosi hanno perso quei fondamentali che ci caratterizzavano nel mondo. Io non voglio soffermarmi sul piano del gioco, voglio trattare un argomento di forte attualità come quello del tifoso italiano che “gufa” le squadre italiane nelle Coppe Europee. Come si fa a tifare contro certe squadre, in cui militano alcuni giocatori che vengono convocati da Cesare Prandelli? Ma soprattutto come si fa a tifare per squadre di altre nazioni quando scendono in campo contro una italiana? Certo la presa in giro al bar può starci dopo un eventuale sconfitta, ma durante la partita si dovrebbe essere quanto meno imparziali e non esultare per il gol “straniero”. L’esultanza è tipica dei tifosi che vedono la propria squadra vincere, oppure che vedono un Italia che domina per 90’ contro la Germania per intenderci. È giusto dire che le società non danno ai tifosi il giusto esempio, non riescono a inculcare nelle menti dei loro tifosi questo senso di attaccamento ai club italiani in Europa. Gli unici due che si sono espressi a favore di questo mio pensiero sono Galliani e Conte. Galliani, la vera mente del Milan, ha lanciato un chiaro messaggio qualche settimana fa: in Europa tifo per le Italiane, compresa l’Inter. Conte, il grande artefice della Juventus che sta facendo faville in Italia e anche in Europa, prima di Milan Barcellona ha dichiarato che sarebbe stato felice che il Milan passasse in quanto italiana. Questi signori del nostro calcio andrebbero seguiti da altra gente come il Signor Moratti che si limitano a battute di basso profilo in caso di debacle dei nostri club. L’Italia nel Ranking si trova al quarto posto, al rischio di essere sopraffatta da Portogallo e Francia e perdere così un altro posto valido per la Champions League. Questo è un motivo valido per sostenere maggiormente le squadre italiane in Europa. 

Mirko Scimemi
Le rivalità non devono andare oltre il confine italiano, perché ne va dell’onore del paese se un Club italiano riesce a vincere una competizione europea. Potrò anche non trovare molte persone che concordino con questo mio pensiero(ci mancherebbe, ognuno è libero di credere ciò che vuole), ma mi sento di dire che coloro che guardano in tv una sfida di Champions o Europa League e tifano per una straniera non sono sportivi, sono soltanto l’altra faccia della medaglia di un’ Italia che ama il suo calcio.


Mirko Scimemi

lunedì 18 marzo 2013

Il Gattopardo di Bersani e Grillo

Ivano Asaro
Ci sono momenti che contraddistinguono un'epoca, quei momenti in cui hai la netta sensazione che qualcosa possa migliorare. Tutto ciò lo riassumiamo, solitamente, nel termine <<cambiamento>>.

Il cambiare è una di quelle parole abusate nel gergo comune, specie a livello politico e civico. Sentiamo spessissimo frasi del tipo <<Si cambia; si fa questa cosa per dare un segno di cambiamento; serve un cambiamento>>. Senza scomodare i vocabolari più acclarati, è chiaro che il significato della parola cambiamento non sia di per se qualcosa di positivo, anzi un cambiamento può essere qualcosa di negativo, e spesso lo è
senza poi disturbare il sonno dei vecchi filosofi ed il famoso “panta rei”, anche in questo istante tutto ciò che abbiamo intorno sta cambiando e non è più uguale ad un momento prima. Per riportarci ai temi della politica, anche li il cambiamento non è solo, purtroppo, una cosa  positiva. Un esempio? Uno su tutti è che molti dinosauri della politica oggi non sono più in parlamento, è cambiato in sostanza il capoccione che occupa quegli scranni. Certo alcuni sono ancora li, ma in fondo in fondo anche loro sono cambiati: Casini non è più il Golden Boy della politica italiana, e non è mai diventato Capitano, e per estremi, persino l'inossidabile Giulio Andreotti oggi non è altro che un complicato libro di storia da maneggiare con cura, ponte tra un passato che rinneghiamo ed un futuro nascosto tra le ombre. 

Tutto ci cambia attorno e non di certo in meglio: nell'ordine dopo l'impero Craxiano, impero solo politicamente inteso, si è passati all'impero Berlusconiano, impero totale e come tale con i disertori e con i dissidenti. 



Tutto cambia veramente allora? 

Mah, dal Gattopardo in poi chi di noi non ha almeno una volta detto: <<tutto cambia per rimanere uguale>>?. Forse hanno ragione quanti sostengono questo pensiero, e per carità questa non è la sede per smentire Tomasi di Lampedusa, anzi l'esercizio che viene più facile è proprio accordargli consenso: è vero, per ritornare sull'esempio, che si è passati, da Craxi a Berlusconi, ma quanti di voi non trovano per lo meno qualche imbarazzante analogia tra i due? Certo ognuno ha poi il dovere di dare giudizi di merito sul loro operato, così come i giudici hanno il dovere di dare giudizi di legalità sulle loro condotte. Ed il discorso via via potrebbe allargarsi, corrotti c'erano ieri, corrotti ci sono oggi, poveri disgraziati c'erano e ci sono, e magari poi ci scappa pure qualche eroe che commuove e costringe tutti a spolverarsi la giacca per i giorni di lutto


Potremmo fermarci qui, ma scrivere senza speranza e senza lotta è la peggiore delle cose, che neanche il freddo e gelido curatore fallimentare fa. Si scrive per indirizzare questo cambiamento verso la parte più giusta, o per lo meno quella che si ritiene tale. Cambiare si, ed in meglio per giunta.


Il tanto contestato Bersani, soggetto dei giudizi che si convengono più spesso per degli sportivi, è stato giudicato un brocco, come quell'allenatore che aveva Baggio e nonostante questo non vinceva. Bersani, leader di un partito reale e forte, arriva primo e non vince, fa cose buone e nessuno se ne accorge. Bersani insomma fa parte degli allenatori mediocri. Io stesso in passato, alla luce di sue scelte lo definii <<il peso morto della storia>>. 



Poi però una mattina l'Italia si alza e può, finalmente, essere fiera dei propri presidenti delle camere: non più uno Schifani, su cui le procure ci diranno, ed un Fini, antipatico ex fascista ed ormai inutile sia a destra come a sinistra, non non più loro due, 
Laura Boldrini, neo Presidente della Camera dei Deputati
ma Laura Boldrini (alla Camera), che oltre ad essere tante cose che il mondo ci invidia, è una donna capace e che quando parla fa un discorso con la speranza e non con i problemi, non negando questi ultimi ma aprendo uno spazio per il loro superamento; 







Piero Grasso, neo Presidente del Senato della Repubblica


e Piero Grasso (al Senato), anche lui è tanto tanto importante, anche se certe battute sui premi se le sarebbe potute risparmiare. 






Insomma gli Italiani possono dire di non essere più quelli del Bunga Bunga, per dirla spicciola, ma quelli dell'aiuto ai profughi ed ai più bisognosi e della lotta alle mafie, mica un cambiamento da poco



E tutto questo grazie a chi? 

Io un nome, con mille specifiche da fare, ce l'ho:

  • è quello stesso nome che è arrivato primo e non ha vinto, 
  • quello stesso che ha fatto due primarie, vincendole,
  • quello stesso che ha messo fuori due siciliani dal partito, che erano due pesi massimi elettorali, per i procedimenti a loro carico(roba che nel pdl ti fanno una pernacchia), 
  • che ha portato di suo pugno in parlamento Corradino Mineo e lo stesso Piero Grasso (la Sicilia sana e meritevole), 
si si proprio il nome dell'allenatore mediocre, Bersani. Ora il segretario del Pd non ha fatto tante cose giuste nella campagna elettorale, in più si ritrova ancora brutta gente nel partito, ed ha responsabilità evidenti in alcune sconfitte al sud, specie in Sicilia, territorio su cui avrebbe dovuto vigilare di più. Al netto di questo, negarne però gli aspetti e le azioni positive sarebbe un crimine. Bersani in fondo non è così scarso, come abbiamo visto, ed ancora di più merita un'occasione vera per provare a raddrizzare questo paese. Già certi grillini questo l'hanno capito. Bersani, non sarà forse mai uno statista, forse non sarà mai Pertini, e magari non sarà mai l'Obama italiano, ma non vedo perché non possa essere un buon presidente del consiglio, soprattutto per fare specifiche cose di cui c'è assoluto bisogno. I grillini, in un colpo solo hanno l'occasione non solo di smentire la storia, ovvero la vecchia teoria che è la politica che cambia gli uomini e non il contrario, cambiare il paese e cambiare la letteratura, proprio quel Tomasi di Lampedusa. 

Cambiare tutto, migliorandolo, non si può, naturalmente, specie in soli cinque anni, ma cambiare definitivamente certe cose si. Con l'aiuto dei Grillini, che possono avere la leadership morale del prossimo esecutivo, si può incidere sul cuore marcio di questo paese e diminuire fortemente il potere finanziario sulle nostre teste, oppure consegnarlo definitivamente alle banche ed alla parte malata del pd. Si può cambiare in meglio, è questo proprio uno di quei momenti che hanno il sapore delle occasioni.



Ivano Asaro

giovedì 14 marzo 2013

Bersani, Grillo e l'isola felice

Ivano Asaro

Ci siamo, il momento che nessuno voleva è arrivato. Il nuovo parlamento nei prossimi due giorni comincerà a fare sul serio. 

La composizione di camera e senato ha consegnato un equilibrio che nessuno auspicava:
  •  il Pd, con Sel, che voleva vincere è arrivato primo, ma non ha vinto, e quindi non può governare da solo, e più che l'occhiolino al centro deve andare da altre parti a cercare i senatori. 
  • Il Movimento 5 stelle, che voleva entrare di forza nelle istituzioni per denunciare, ha talmente tanti senatori che non può stare con le braccia conserte e semplicemente protestare.
  • Il pdl, che ha avuto tantissimi voti, non può governare, e per come si stanno mettendo le cose, in nessuna delle situazioni ipotizzabili, Berlusconi ed i suoi potranno fare un governo a loro marca. 
  • Hanno perso i montiani, perché alla fine hanno assorbito i voti di Casini, pochi, ma quest'ultimo da politico navigato qual'è, assorbirà i loro onorevoli e le loro intenzioni creando un asse in quell'ambito con il regista dietro le quinte dei Montiani, ovvero Montezemolo.
  •  Ha perso Ingroia e quella sinistra più radicale che, manco fossero dei neofiti, hanno sbagliato tempi e modi per ridarsi una nuova faccia, incapaci come sono stati di parlare di cose concrete ed andando dietro lo scontro Berlusconi-Ingroia, lasciando nel cassetto le tante cose importanti che pure c'erano nel loro programma. 
  • Ha perso Giannino, scioltosi al sole delle sue mezze bugie, e dell'atteggiamento ambiguo di Zingales. 
L'unica forza che non ha perso è stata la Lega Nord che si prende, dopo il Piemonte ed il Veneto anche la Lombardia. Per carità guardando a Roma, specie ai voti in Veneto, anche la Lega ha perso, ma lo schiaffo è stato evitato, perché si è saputa orientare l'attenzione sulle regionali, <<mica tutti sono scemi come il pd che gode a dire che non vince>>.




Ora che si fa?

La vera svolta per il paese, per smacchiare giaguari di tutte le latitudini, e non solo di Arcore, sarebbe un'alleanza Biennale tra M5S e Pd, dove si mettono sul piatto riforme fortissime, epocali, per il popolo (che non significa popolari), e dove chi viene meno al patto paga, non solo perché sbeffeggiato dalla controparte, ma perché farebbe cadere il governo con grave colpa
Certo non è che sia facile per i grillini spiegare ai propri elettori che si appoggia un governo guidato da Bersani, ma obbiettivamente cerchiamo di vedere le cose come stanno e non come le fanno apparire. Bersani è il leader che più di altri ha rinnovato il Pd: ha fatto le primarie per essere possibile premier, e poteva non farle da statuto del partito democratico; ha fatto le primarie per i candidati, riservandosi taluni posti, dati per lo più a personalità di spicco, specie nel sud, dove il partito ha forti problemi di radicamento; per la prima volta dopo decenni Veltroni e D'Alema si sono chiamati fuori, non solo lasciando il partito alle proprie dinamiche, ma anche togliendo ombre sul cammino della legislatura. Bersani ha fatto delle cose buone, anche se altrettanto obiettivamente pesano, non solo su di lui, le responsabilità dello scandalo Monte dei Paschi (tutte cose che la magistratura dovrà appurare dal punto di vista giudiziario, che deve andare avanti senza freni, e che l'elettorato deve soppesare). Ma anche i grillini devono fare un bagno di umiltà, rendendosi conto della verità di queste elezioni. L'elettorato di Grillo non è passato dal blog, per lo meno non la stragrande maggioranza. L'elettorato del Movimento 5 Stelle, forte di una depressione diffusa, non solo economica, ha voluto dare un impulso allo stato delle cose, altri hanno votato nell'estrema speranza di tutelare pensioni e welfare, altri ancora perché in fondo le cose che diceva Grillo erano più facili da capire. La stragrande parte degli elettori 5 Stelle ha votato Grillo per cambiare , taluni per eliminare, ma nessuno di questi ha letto il programma di Grillo, alcuni elettori ad esempio sono convinti di votarlo alle prossime elezioni provinciali, non sapendo, anche se sul blog si dice chiaramente, che il movimento 5 stelle non si presenterà mai alle elezioni provinciali. A queste persone i grillini devono dare una risposta, poiché queste istanze, sui territori, non possono essere eluse, non si può restare ancorati alle proprie posizioni solo per difendere interessi di bottega e di percentuali. Ed anzi invito ad una riflessione. L'esperienza Monti, appena conclusasi, cominciò proprio quando ci si rese conto che ne il Pdl, allora forza di governo, ne tanto meno il Pd, avrebbero messo mano a talune riforme, dure, difficili e pesanti, proprio perché nessuno di quei partiti voleva andare contro il proprio elettorato e scontentarlo. Quindi si sperava che le cose importanti e serie fossero compiute da altri. La palla allora passò a Napolitano, su cui la storia s'interrogherà, che decise di non rimandare le decisioni al popolo ed alle elezioni, bensì di spingere il paese tra le mani più o meno sapienti di Monti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ognuno ne da il giudizio che crede più giusto ed equo. Ora però è tempo di chiarire che in quel caso i maggiori partiti appoggiarono una forza, quella montiana, ritenuta necessaria, esternamente, per fare cose su cui loro avevano timore ad esporsi. Veniamo ai nostri giorni: è vero che il M5S ha detto no ad alleanze, è vero altresì che il M5S è cosa diversa dai partiti, la prima unica e vera forza trasversale di questo paese, in grado di rubare milioni di elettori, rispetto al 2008, sia al Pd che al Pdl, tutte circostanze vere di sicuro, come vero e sicuro è che i Grillini si sono opposti al governo tecnico. 


Alla luce di ciò però sorgono alcune domande
  • E' meglio lasciare la palla proprio all'ennesimo esecutivo tecnico? 
  • E' meglio essere contro ad un nemico che non c'è perché senza la fiducia l'esperienza dell'esecutivo non parte neppure?
I grillini, che sono espressione dei cittadini che non vogliono fare i politici, pur entrando in politica, devono prendersi delle responsabilità e non rincorrere le facili battute, le rivendicazioni vuote o le pretese che non stanno in piedi, come l'idea di formare un governo a loro guida esclusiva, che in nessuna delle camere avrebbe i voti per governare. 



Quello che i grillini hanno creato è un grande moto di onde che pur provenienti da tante spiagge diverse è confluito in un mare assolato, dove per la prima volta, si vede una costa, senza avventurieri e con un bellissimo panorama, quello delle cose ben fatte, delle parole ben dette e quello delle ambizioni, non più dei soli rimpianti. I grillini devono capire che dando la fiducia ad un esecutivo bersaniano non si sporcherebbero le mani, anzi il numero di senatori li pone come arbitri unici dell'operato dell'esecutivo, come in Sicilia, e cioè come veri eroi. Le loro tecniche di diffusione dei messaggi, la loro capacità espansiva non potrebbe che essere il fluido per ottenere le cose che servono a questa nazione, prima di tutte una spinta al lavoro a tempo indeterminato ed una nuova legge elettorale

I grillini sono il siero che lo stato ha naturalmente prodotto contro Berlusconi ed il berlusconismo, ma che può tramutarsi nel peggiore dei veleni. Quello che invece si coglie tra i grillini, attualmente, è la voglia di taluni di provarci ed invece l'avversione di un uomo forte come Casaleggio che vuole fare deragliare la legislatura, costringendo Napolitano ad un nuovo esecutivo tecnico, dove un nuovo Monti agisca con nuove tasse per ritornare a calmierare lo spread. Li il popolo risponderebbe di nuovo a Grillo non più con il quasi 30% dei consensi, ma con il 60-65%, ottenendo un parlamento di stampo pressoché nuovissimo, di persone sconosciute, che di per se non è un problema, ma dove mancherà, come manca per ora all'interno del movimento di Grillo, quell'autorevolezza che invece taluni politici attuali hanno, perché i politici non sono tutti soltanto furfanti. Sicuramente verrò criticato perché dico questo, ma il Movimento 5 Stelle è il Movimento di Grillo, e di Casaleggio, con tecniche e retorica che ricorda il fascismo degli albori, dove è scritta ma non è rispettata la regola dell'”uno vale uno” specie quando si devono prendere le grosse decisioni, certo qui non si discute di processi o di escort, come da altre parti, ma il padronaggio c'è: spiegatemi perché nessuno chiami Grillo fra gli eletti e gli dica <<caro Beppe, uno vale uno, grazie dei tuoi consigli e della tua campagna elettorale, ma ora visto che non siamo stupidi ed uno vale uno, ci pensiamo noi a quello che dobbiamo fare, lasciamo decidere agli eletti od ai naviganti cibernetici, quello che dobbiamo e non dobbiamo concludere, non puoi decidere tu, perché ancora una volta uno vale uno>>. 


Certo le cose magari andranno bene, o purtroppo le cose andranno male, ai posteri la sentenza, ma quella che si prefigura all'orizzonte non è quella bella costa, di cui parlavo sopra, ma l'ennesima scialuppa lanciata agli estorsori di questo paese che hanno fatto versare molte lacrime, talmente tante quasi da riempire il mare su cui oggi galleggiamo a fatica.   




Ivano Asaro

giovedì 21 febbraio 2013

Le genovesi: i classici dolci ericini

Rosita Messina

Le genovesi sono tipici dolci della pasticceria siciliana, in particolare un dolce caratteristico della splendida Erice. Le possiamo trovare con diversi ripieni : come crema pasticcera , ricotta, marmellata e nutella.
Oggi in particolare vi proporrò le genovesi con la nutella una ricetta veloce , che vi delizierà il palato, ma soprattutto che vi concederà una pausa studio veramente deliziosa 

INGREDIENTI:
500 gr farina 00
200 gr zucchero
200 gr margarina
2 uova
1 busta di lievito

PROCEDIMENTO:

Impastare la farina con lo zucchero, la margarina, uova e lievito per dolci.

Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea e compatta.

Dalla pasta ottenere una sfoglia dallo spessore di circa 3 mm, ritagliare, aiutandovi con un coppa pasta o simile, due serie di dischetti.

Disporre i dischetti e versarvi su ognuno la nutella, sovrapporre i dischetti, facendoli aderire bene sul ripieno.

Sigillare bene i bordi assicurandovi che non possa fuoriuscire il ripieno.

A questo punto disporle su una teglia, foderata con carta da forno, e mettere in forno preriscaldato a 180° per circa venti minuti.

Sfornare e servire spolverando le genovesi con zucchero a velo.












Rosita Messina

domenica 17 febbraio 2013

Ecco per chi vota Canto Libero

Ivano Asaro

E’ finito il tempo dei sondaggi: e menomale verrebbe da dire! Mai come questa volta la competizione è scollata dalla residua percentuale di persone che hanno un telefono fisso (che quindi contattati dai call center dei centri di statistica rispondono poco e spesso a caso, anzi proprio “ad minchiam”). 
Internet, bar e centri di aggregazione saranno i veri nodi di questa campagna elettorale, caratterizzata ancora dalla tv, ma non come nel 2008 dove fu la “sola” a dire chi votare. Le prossime elezioni non saranno come le altre e non possiamo far finta che sia diversamente: di sicuro se i governi del passato avessero operato meglio, non saremmo arrivati ad un bivio. Ma siamo qui: parlare della prossima legislatura come la base per un nuovo assetto sociale è poca cosa. Bisogna a mio avviso parlare propriamente di una nuova legislatura costituente, non però in riferimento ai precetti della carta costituzionale, vero unico baluardo del nostro stato (ben più di Napolitano), ma di un nuovo contratto sociale. Un nuovo patto, in cui non solo la classe politico-imprenditoriale, si dia un nuovo codice di comportamento, un nuovo metodo per affrontare la vita insieme.
E’ il momento di vergognarci del parente che non paga le tasse, di non avere fatto abbastanza sul posto di lavoro, di non aver aiutato la vecchina ad attraversare la strada. Poche cose che possono sembrare stupide, ma che sono esemplificative di quello che vogliamo dire. La furbizia, il non pagare le tasse, l'evasione, sono metodi spregevoli di ingiusto arricchimento ed anzi vanno considerati alla stregua di reati morali prima ancora che giuridici.
Ci si può lamentare dell'alto costo fiscale del nostro stato? Altroché se si deve, ma può farlo solo chi le tasse le paga. Nessun evasore può essere graziato solo perché l'imposizione fiscale è troppo alta, anzi se è troppo alta è per lo più colpa dello stesso, che però non evade mai i servizi che le tasse assicurano.
Capitolo lavoro, chimera per i giovani, peso per gli uomini di mezza età. E le donne? Sempre sospese in un limbo di ambiguità. Ora è il momento però di dirlo chiaramente: chi non fa bene il proprio lavoro, chi non da il massimo è un ladro! E questo non vale solo per i lavoratori delle piccole imprese che convivono col fiato sul collo del datore, che di fatto viene ancora chiamato padrone. Il massimo è richiedibile ai lavoratori delle grandi imprese e del settore pubblico.

Dobbiamo arrabbiarci tutti quando allo sportello ticket c'è una coda per colpa dell'operatrice, così come se le strade sono sporche perché quella mattina l'operatore ecologico era svogliato.
E ciò vale anche per gli imprenditori: chi delocalizza, chi rinuncia ad investire in uomini e mezzi per la finanza, facendola divenire l'unica sua fonte di reddito, lasciando a casa i lavoratori, non solo è obiettabile come soggetto, ma deve essere dissuaso dal farlo attraverso una tassazione che renda utile “fare” piuttosto che “fare finanza”.

L'esempio della vecchina poi è solo uno dei tanti modi per dire che in questo paese manca il senso civico, nascosto nei rivoli di una psicosi di massa nel lasciarsi andare, spaventati come siamo di essere fregati. E’ il momento di gettare sempre la cicca nei i cassonetti, di rimproverare chi non lo fa, di adirarci quando qualcuno posteggia in seconda fila e tanto meno farlo noi stessi.
Sogno un’Italia di bacchettoni? No, per carità. Vorrei soltanto italiani che si prendano le loro responsabilità, che siano fieri di essere tali, che guardino con necessaria fiducia al futuro.
Vale la pena poi citare due motivi che possono guidare la matita sul giusto simbolo. Il primo è quello di puntare sul patrimonio artistico ed ambientale di cui disponiamo, in virtù della penuria di materie prime nel nostro paese: questo bene è peraltro tutelato anche dalla nostra costituzione nello specifico, in quanto già i padri della nostra patria si erano resi conto che per noi monumenti e montagne, quadri e mari erano come il petrolio. Perciò scegliete gente che non deroga nemmeno per un minuto da questa difesa.
Il secondo parte da una statistica: ogni anno la Cina sforna 4 milioni di laureati, di cui 400.000 ingegneri (a seguire India, Brasile, Russia, e Stati Uniti); in Italia invece negli ultimi anni si sono persi più di 50.000 nuovi studenti, che sarebbero molti di più se si pensa che a differenza di altre realtà europee sono in pochi gli immigrati “italiani” a seguire l’università. Questo che significa? Che la vera sfida è quella di ricreare cultura e tecnologia. E’ necessario capire che un laureato, seppur libero professionista, è una risorsa per tutti: per il PIL che mette in movimento, per il benessere che crea e per lo stato sociale che concorre ad equilibrare.
La laurea “pubblica”, accessibile al cittadino comune, deve rimanere, integrata nei contenuti, certo, e calmierata negli sperperi. Bisogna a tutti costi puntare sulla preparazione e sulle intelligenze.

Non vi diremo chi votare, ci mancherebbe, ma la scelta che vi consigliamo di fare è tra i partiti che, meglio di altri, vi sembrano aderire a questo progetto ineludibile per l'Italia.



Ivano Asaro

sabato 16 febbraio 2013

Paraculisti, Democristianisti, Massoneria: loro ci sono sempre


Quanto ci piace litigare. Gli italiani si sa, sono un popolo a cui piace battibeccare, litigare e perfino fare la guerra sulle divisioni ideologiche.

Date un qualsiasi fatto, da un omicidio irrisolto ad un giocatore non convocato, da un piatto tipico ad un caso medico, gli italiani troveranno sempre il modo di esprimere tre posizioni, chi vuole bianco, chi vuole nero, e chi si ferma nel grigio, aspettando il trionfo di una delle due ipotesi, per conformarsi e sedersi al tavolo della vittoria.

Gli italiani sono così per dato genetico. Prima dell'unità italiana c'era chi voleva e chi no la penisola unificata sotto la stessa bandiera; il fascismo c'era chi non lo voleva, ma c'era anche chi lo volle fortemente; gli anni di piombo, e prima l'autunno caldo, gli hippie, la protesta giovanile, furono, da nessuna parte come in Italia, un cruento ed efficacissimo laboratorio sociale. A parte molti  dei politici attuali in quegli anni si sperimentarono le rivendicazioni e gli scioperi studenteschi. Tutto ciò che oggi è considerato rivoluzionario e sinistroso è stato coniato in quegli anni, dall'eskimo all'ascolto degli Intillimani.

Ma si farebbe un falso storico se si omettessero le altre parti. Quegli anni videro molte, moltissime, mosse anche a destra, quelle destra, non europea, l'altra, quella fascista, franchista, squadrista.

Però al governo chi c'era? Quelli di la, quelli del grigio, quelli che i neri no, ma neanche i rossi <<cugghiuniano>>.

Ora gli anni passano, il modo di raccontare la realtà cambia, a volte ci illudiamo che possano cambiare anche le cose. Invece quelle proprio no. Anno 2013, elezioni alle porte. Siamo ancora tifosi della nazionale, uno di sinistra voterà sempre a sinistra, magari disperderà il suo voto tra partiti piccoli e grandi, non esistendo più il PC, proprio come quello di Destra, che voterà sempre a Destra e non trovando più un Almirante disperderà il voto tra più partiti. 

Eppure ci eravamo illusi. Berlusconi ci aveva illusi. L'uomo che era partito dalle ceneri del partito socialista, che non ha mai detto di essere di Destra ma che ha sempre apprezzato pubblicamente il duce, aveva creato un nuovo solco. Si poteva essere tutti ricchi, o comunque stare meglio; si poteva avere uno stato più leggero ed infondo aveva fatto un Milan davvero forte.  

Qualsiasi sia il vostro giudizio politico su Berlusconi, perfino che questo sia positivo, due dati sono inappuntabili: Lui ed il trio Costanzo-DeFilippi-Ricci hanno prodotto più danno di quanto beneficio abbiano apportato dal punto di vista morale, anche se con grande gioia di sponsor ed auditel; quello che voleva fare, non solo per colpe sue, evidentemente, dopo 20 anni, non è stato fatto. L'italiano medio, è diventato mediamente povero, e mediamente ci mandiamo tutti a quel paese di più rispetto a 20 anni fa. Ma anche qui, davanti al nuovo, l'italiano è riuscito a dividersi: Berlusconi si, Berlusconi no, Forza Italia si, Forza Italia no, Dell'Utri è Mafioso o è solo amico dei mafiosi (poi vorrei sapere che cambia, ma vabbé), c'è un'alternativa o non c'è un'alternativa.... 

Ora però è il tempo di aprire gli occhi. 

Ivano Asaro
Ho cominciato questo testo dicendo che ci sono soggetti che dicono bianco, quelli che dicono nero, e quelli che non parlano e si mettono sul grigio. Questi ultimi, tragicamente inconsistenti dal punto di vista etico, sono la colpa dei peggiori mali del nostro paese, perché sono sempre gli stessi che ci sono e ci saranno, immobili e potenti, quelli che hanno nomi altisonanti accostati finanche a libri di storia ed orbitano sempre ad un passo dalla notorietà, potenti per essere presi, sconosciuti da non essere cacciati. Questi sono <<il grigio>>, quell'entità che nessuno, tanto meno l'ex nuovo Berlusconi ha scacciato, anzi ha tento di unirsi a loro, senza fortuna. E' possibile che in questo paese ci siano persone che abbiano, da punti diversi, influenzato il nostro vivere essendo quasi sconosciuti? Tutto questo ha un nome? Più di uno per la verità. Per le cose piccole si chiama Paraculismo, il più bieco degli atteggiamenti, per quelle politiche si chiama democristianismo, per quelle cose veramente importanti, che decidono addirittura la qualità dell'acqua che ti esce dal rubinetto ed i programmi che vedrai, si chiama Massoneria.

Se c'è una cosa che questo paese deve augurarsi è che il 24/25 febbraio i <<paraculi>> per un giorno facciano una scelta di campo, votando con testa e cuore, che i <<democristianisti>>non vengano eletti e che la massoneria si scordi per due giorni l'indirizzo del potere.

 Buon voto.


Ivano Asaro

venerdì 15 febbraio 2013

“Houston abbiamo avuto un problema”

Diodato Pasquale

Spesso per capire ciò che avviene intorno a noi, bisogna fare un passo indietro, nel passato, nemmeno tanto remoto.

Alcuni brevi cenni storici: nel 1941 a Pearl Harbor il Giappone attacca la flotta americana, gli USA entrano di fatto nel conflitto mondiale, nel 1943 a Stalingrado,l’esercito nazista sconfitto si arrende dopo quattro anni di ferrea resistenza dell’armata rossa russa.…
E' l’inizio della fine, del secondo conflitto mondiale.
Sicilia, Giugno 1943 Preparativi “Operazione Husky” :
Uomini dell’intelligence americana preparano lo sbarco in Sicilia venendo in contatto con chi in quell'isola ha un influenza notevole ovvero “Cosa Nostra”, una vera e propria trattativa.
La “target section” la squadra dei servizi segreti, inviata per la missione, aveva due obiettivi raccogliere informazioni e “suscitare nella popolazione sentimenti favorevoli alle forze alleate”; gli americani ingaggeranno ed invieranno gangster e uomini d’onore Italo-americani in supporto alla missione.

Dopo un mese è tutto pronto gli alleati sbarcano e conquistano facilmente la Sicilia, da allora non la lasceranno mai più, divenendo essa centro nevralgico per le guerre che verranno.

Le basi militari USA in Sicilia sono circa 15, (Depositi, Stazioni di telecomunicazione, basi Guardia costiera, centri comunicazione Nsa, basi aeree, navali e radar, solo alcune con copertura NATO)tra le più importanti è giusto citare la Base di Sigonella [CT] principale piattaforma militare americana del mediterraneo centrale che ospita tra i numerosi armamenti, le testate nucleari B-43, da più di 100 chilotoni l’una (La bomba atomica sganciata su Nagasaki era di 10 – 20 kt).

Ma la militarizzazione dell’isola sicula non fu sempre facile, a Comiso negli anni 80, in piena guerra fredda siciliani ma non solo si opposero all’installazione dei missili Cruise, che successivamente venne smantellata e riconvertita in aereoporto civile, una prima vittoria sulle manie imperialistiche, militaristiche degli USA.

Sono passati 70 anni dall’operazione Husky e 30 anni da “Comiso” eppure la Sicilia sembra essere perennemente in guerra, almeno secondo i governi americani che nel recente 2004 decidono di installare sull’intera superficie del globo 4 sistemi di telecomunicazione satellitare per scopi militari, le sedi scelte sono: Kojarena in Australia, Virginia ed Hawaii USA ed guarda caso, Niscemi [CL] Sicilia con l’autorizzazione e la complicità di Politici Italiani e siciliani.
Il MUOS (Mobile User Objective System) è una struttura composta principalmente da tre antenne circolari dal diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, col compito di pilotare i droni (bombardieri senza pilota) ed inviare dati ad apparecchiature militari in tutti i fronti internazionali.
Tradotto in parole del tutto semplici: parlare di pace puntando il fucile in testa al nemico…
“…Gramsci chiamerebbe un pacifista, un cardiochirurgo che invece di fare i miliardi nelle cliniche svizzere, se ne va ad operare i bambini gratis in Africa, Gramsci chiamerebbe quel pacifista e lo metterebbe a fare il ministro della difesa, non un generale con i cannoni in mano e il mitra in tasca, mettere un generale come ministro della difesa è come mettere un piromane a capo dei pompieri” Ascanio Celestini.
… vai a capire poi chi sono i nemici, ma quella è un'altra storia.

Anche oggi a Niscemi come a Comiso però, la popolazione si mobilita, pure perché, non sono assolutamente da sottovalutare l‘impatto ambientale (Il MUOS è dovrebbe sorgere o meglio sta sorgendo, visto che i lavori sono in corso, all’interno di un’area protetta come la sughereta di Niscemi)che il progetto avrebbe sul territorio ed l’inquinamento elettromagnetico che metterebbe a rischio la salute delle popolazioni limitrofe.
La battaglia del movimento NO MUOS è in pieno svolgimento, mentre scrivo altri blocchi di manifestanti stanno cercando di fermare la costruzione del “MUO..stro”; ad onor del vero qualcosa a livello istituzionale forse si muove. Staremo vigili ed attivi.



Questo scritto ha la sola ambizione di informare e condividere qualche pensiero, non ha altre ambizioni particolari, di certo non potrà fermare la militarizzazione dell’isola, ma una considerazione va comunque fatta.
Quanti MUOS.. TRI, quante basi, quante armi, quanti pericoli, quante guerre, quante zone protette violate, quanto dobbiamo ancora sopportare per ripagare la vostra gentile liberazione?
Pasquale Diodato
Non c'è strada che porti alla pace che non sia la pace”
Gandhi

giovedì 14 febbraio 2013

Palermo: la speranza è l'ultima a morire

Davide Mauro

L'ultima volta che ho scritto sul Palermo, avevo parlato di buone speranze e di buoni propositi per il 2013, l'anno non è cominciato nel migliore dei modi per la squadra Rosanero a causa della sconfitta di Parma, sull'ennesimo errore di un singolo, e di quella di Napoli. L'annata sembrava avere preso la direzione giusta dopo il pareggio contro la Lazio, seconda in classifica e il pareggio di Cagliari, inoltre oltre ai segnali positivi dal campo, in sede di calciomercato l'AD Pietro Lo Monaco aveva rivoluzionato la squadra cedendo un bel po' di giocatori fuori dal progetto e acquistando tanti ottimi giocatori per provare a raggiungere l'agognata salvezza. Ma Domenica 3 febbraio tutto crolla nuovamente per il Palermo, sconfitto in casa dall'Atalanta, in uno scontro diretto delicatissimo, il presidente Zamparini decide di rivoluzionare tutto, via Gasperini, giustamente, colpevole secondo il presidente di aver schierato troppi nuovi acquisti assieme nella partita più importante della stagione, ma anche a causa di un rendimento bassissimo della squadra che non vince in campionato da novembre, e via anche Pietro Lo Monaco, l'uomo che a parere di buona parte della tifoseria aveva lavorato come un mulo per la salvezza dei rosanero e che aveva fatto un mercato di tutto rispetto che a Palermo non si vedeva da tempo. L'allontanamento di Lo Monaco non è andato giù ai tifosi del Palermo che vedevano nell'ex dirigente Catanese una persone capace e un dirigente da cui ripartire dopo le ultime 2 stagioni orribili. Il pubblico Rosanero ha per la prima volta contestato Zamparini dopo 10 anni di presidenza e vede l'obbiettivo della salvezza sempre più lontano. Dopo l'allontanamento di Lo Monaco e Gasperini il presidente ha puntato su Alberto Malesani come guida tecnica, scelta che ha fatto storcere il naso a molti a causa del curriculum recente del Mister Veronerse e su Giorgio Perinetti come Direttore Sportivo, quest'ultima scelta a parer mio incondivisibile in quanto, si è puntato sul dirigente che ha costruito in estate la squadra che si trova adesso all'ultimo posto della classifica della serie A. Dopo l'ennesima rivoluzione tecnica il Palermo non ha mostrato segni di vita, pareggiando in casa contro il modesto Pescara e sprofondando ancora di più in classifica. La classifica parla chiaro il Palermo è ultimo con 18 punti e si trova a 4 punti dal quartultimo posto che significherebbe salvezza, la matematica non ci condanna ancora, ma il tifoso è sfiduciato a causa degli ultimi avvenimenti e delle ultime prestazioni.. La salvezza è molto difficile e servirebbero un paio di vittorie consecutive per riportare fiducia nell'ambiente e provare a raggiungere l'obbiettivo. Il tifoso ci crede poco ma ci spera ancora, sarà il campo a parlare



Davide Mauro

martedì 12 febbraio 2013

Balotelli, Rossi e Sissoko: tutto il mercato di Gennaio

Mirko Scimemi

Febbraio è il mese dei grandi appuntamenti, il mese del ritorno delle coppe, il mese dei primi verdetti dopo il mercato invernale. Il campionato italiano prima delle coppe si presenta più avvincente che mai: la lotta scudetto tra Juventus e Napoli al momento favorisce i bianconeri che con 5 punti comandano la Serie A. Ma il vero fascino del nostro torneo è la lotta per il terzo posto, valido per i preliminari di Champions League. Milan, Inter e Lazio sono le squadre accreditate per raggiungere l’obiettivo, con i biancocelesti terzi grazie al vantaggio di un solo punto sulla formazione di Stramaccioni e tre punti di vantaggio sui rossoneri in grande rimonta. Le ostilità si sono ben messe in evidenza nel mercato di Gennaio che ha come fiore all’occhiello Mario Balotelli rossonero, talento italiano che dopo due stagioni e mezzo ritorna a Milano sponda rossonera.

 Ma adesso parliamo del mercato delle singole squadre.

Anelka

Juventus: la capolista deve riparare alle assenze di Chiellini e Asamoah (impegnato in coppa d’Africa) e prende dall’Atalanta il terzino, all’occorrenza centrale, Peluso. Marotta cerca di piazzare il colpo in attacco vista la carenza di giocatori decisivi nel reparto avanzato, alla fine arriva il rimpiazzo Anelka dopo aver inseguito a lungo Lisandro Lopez.
 Voto: 5,5.





Cavani
Napoli: grande mercato della società partenopea che rinforza la difesa con Rolando dal Porto, prende Armero dall’Udinese come alternativa a Zuniga e infine da segnalare il ritorno di Calaiò come vice-Cavani.
 Voto: 7.






Lazio: si muove in uscita, Lotito si preoccupa di sfoltire e solo negli ultimi giorni movimenta il mercato con Pereirinha dallo Sporting ma sfugge il colpo Felipe Anderson dal Santos e il sogno Lampard. 
Voto: 5.




Kovacic
Inter: grande rivoluzione a centrocampo. Ben tre volti nuovi per le file neroazzurre, Schelotto dall’Atalanta, Kovacic (gioiellino croato pagato ben 11 milioni di euro), Kuzmanovic dallo Stoccarda. L’infortunio di Castellazzi e la stagione non esaltante di Milito spingono Moratti a chiedere Carrizo e Rocchi alla Lazio, che cede senza eccessive pretese. 
Voto: 6,5.














El Shaarawy- Niang- Balotelli





Milan: la squadra regina del mercato che ha come assoluti protagonisti Adriano Galliani, un genio del mercato, e il procuratore Mino Raiola. L’intensa attività dei due ha portato Mario Balotelli al Milan, dopo un’estenuante trattativa che ha portato il fuoriclasse italiano al Milan per “soli” 20 milioni pagabili in 6 rate. È il colpo del mercato milanista che con Super Mario può portare avanti il progetto dei giovani garantendo gol e giocate con il trio delle creste Niang - Balotelli - El Shaarawy. Galliani lavora anche per il futuro e prende il talento empolese Saponara e dal Brescia il promettente difensore Salamon. Da segnalare lo scambio con  il Parma Zaccardo-Mesbah-Strasser , che ha liberato Allegri da uno dei peggiori terzini mai visti a Milanello. 
Voto: 8,5.



Rossi
Fiorentina: grande lavoro per la viola che migliora tutti i reparti con riserve e potenziali titolari tra cui il maliano Sissoko dal PSG e Giuseppe Rossi fermo ai box fino a metà Marzo. Da notare il talento Wolski rubato nelle ultime ore ai Red Evils. Voto: 8.

Catania: operazioni di contorno per la sorpresa del campionato. La squadra non richiedeva altri interventi dopo l’acquisto di Castro nell’estate.
 Voto: 6.

Roma: la società capitolina necessita di un grande difensore di esperienza, ma la dirigenza si è preoccupata di migliorare la corsia destra con l’ottimo Torosidis.
Voto: 6.

Parma: ritorna Mariga dall’Inter, brutta la cessione di Zaccardo al Milan sebbene non fosse fondamentale vista l’abbondanza di centrali presenti in rosa. L’ottimo lavoro svolto fin qui da Donadoni richiedeva uno sforzo della società per trattenere, almeno fino a fine stagione, il forte Paletta e l’esplosivo Belfodil. 
Voto: 6,5.

Udinese: siamo alle solite. La società pensa a vendere i pezzi migliori per fare cassa. La famiglia Pozzo cede il prezioso Armero al Napoli e lo sostituisce con un centrocampista giovane e tecnico come Merkel. 
Voto: 6.

Sampdoria: trattiene il gioiello Icardi. Questa è la notizia più lieta per i tifosi blucerchiati. 
Voto: 6.

Torino: grana Bianchi in casa Toro, per 20 giorni il capitano granata è stato fuori rosa che alla fine ha deciso di rimanere dov’è. Ventura ritrova Barreto che aveva allenato a Bari. 
Voto: 5,5.
Barreto




Chievo: da segnalare in entrata il ritorno di Acerbi dal Milan. Preso anche Seymour dal Genoa che saprà dare nuove geometrie al centrocampo di Corini.
 Voto: 6,5.



Atalanta: il peggior mercato che si potesse fare. Una squadra meno aggressiva rispetto all’anno precedente, non poteva concedersi il lusso di cedere dei pezzi pregiati come Schelotto e Peluso, armi micidiali della squadra lombarda. I sostituti (Del Grosso e Giorgi) non sono all’altezza. Se una delle pretendenti alla serie B si rifarà sotto, allora saranno guai senza un vero bomber in avanti. 
Voto: 4,5.

Bologna: altro brutto mercato. Impensabile per una squadra senza veri difensori centrali cedere il loro migliore a una diretta concorrente come il Genoa. Da segnalare Moscardelli dal Chievo per far respirare Diamanti nei minuti finali.
 Voto: 5.

Cagliari: Cellino è un osso duro. Pinilla, Astori e Nainggolan erano richiestissimi ma lui non ha ceduto nonostante il momento nero per le casse del Cagliari.
Voto: 6,5.

Genoa: se non fosse per Balotelli, sarebbe il Genoa la migliore squadra che ha operato sul mercato. Prende Manfredini Portanova e tiene Granqvist in difesa, a centrocampo rinforzi di lusso con Matusalem e Rigoni e un buon elemento in attacco come Floro Flores. 
Voto: 8.

Pescara: ottimo innesto quello di D’Agostino, ma la squadra non è all’altezza per restare in A.
Voto: 6,5.

Siena: se non fosse per la penalizzazione, la squadra di Iachini sarebbe fuori dalla zona retrocessione, ma deve fare i conti con l’handicap iniziale. Si segnala la cessione allo Zenit dell’ottimo Neto e del bomber Calaiò al Napoli. 
Voto: 5.

Fabbrini

Palermo: ottimi acquisti per i siciliani, ma le cose non vanno meglio. Faurlin, Fabbrini e Nelson sono grandi innesti, ma la squadra ha bisogno di essere supportata da una difesa migliore e da un’attaccante da doppia cifra. Così è da Serie B dopo anni memorabili come il quinto posto di qualche anno fa. 
Voto: 6.


Mirko Scimemi
Chi più chi meno, sul mercato calcistico si sono mossi un po’ tutti per raggiungere gli obiettivi prefissati a fine stagione. Mario Balotelli porterà il Milan in Champions? La Juventus riuscirà a bissare l’incredibile vittoria dell’anno scorso? E soprattutto ci saranno sorprese, o Siena Palermo e Pescara sono ormai in B? Solo il campo potrà dirlo, a noi non resta altro che goderci lo spettacolo. 











Mirko Scimemi