venerdì 15 febbraio 2013

“Houston abbiamo avuto un problema”

Diodato Pasquale

Spesso per capire ciò che avviene intorno a noi, bisogna fare un passo indietro, nel passato, nemmeno tanto remoto.

Alcuni brevi cenni storici: nel 1941 a Pearl Harbor il Giappone attacca la flotta americana, gli USA entrano di fatto nel conflitto mondiale, nel 1943 a Stalingrado,l’esercito nazista sconfitto si arrende dopo quattro anni di ferrea resistenza dell’armata rossa russa.…
E' l’inizio della fine, del secondo conflitto mondiale.
Sicilia, Giugno 1943 Preparativi “Operazione Husky” :
Uomini dell’intelligence americana preparano lo sbarco in Sicilia venendo in contatto con chi in quell'isola ha un influenza notevole ovvero “Cosa Nostra”, una vera e propria trattativa.
La “target section” la squadra dei servizi segreti, inviata per la missione, aveva due obiettivi raccogliere informazioni e “suscitare nella popolazione sentimenti favorevoli alle forze alleate”; gli americani ingaggeranno ed invieranno gangster e uomini d’onore Italo-americani in supporto alla missione.

Dopo un mese è tutto pronto gli alleati sbarcano e conquistano facilmente la Sicilia, da allora non la lasceranno mai più, divenendo essa centro nevralgico per le guerre che verranno.

Le basi militari USA in Sicilia sono circa 15, (Depositi, Stazioni di telecomunicazione, basi Guardia costiera, centri comunicazione Nsa, basi aeree, navali e radar, solo alcune con copertura NATO)tra le più importanti è giusto citare la Base di Sigonella [CT] principale piattaforma militare americana del mediterraneo centrale che ospita tra i numerosi armamenti, le testate nucleari B-43, da più di 100 chilotoni l’una (La bomba atomica sganciata su Nagasaki era di 10 – 20 kt).

Ma la militarizzazione dell’isola sicula non fu sempre facile, a Comiso negli anni 80, in piena guerra fredda siciliani ma non solo si opposero all’installazione dei missili Cruise, che successivamente venne smantellata e riconvertita in aereoporto civile, una prima vittoria sulle manie imperialistiche, militaristiche degli USA.

Sono passati 70 anni dall’operazione Husky e 30 anni da “Comiso” eppure la Sicilia sembra essere perennemente in guerra, almeno secondo i governi americani che nel recente 2004 decidono di installare sull’intera superficie del globo 4 sistemi di telecomunicazione satellitare per scopi militari, le sedi scelte sono: Kojarena in Australia, Virginia ed Hawaii USA ed guarda caso, Niscemi [CL] Sicilia con l’autorizzazione e la complicità di Politici Italiani e siciliani.
Il MUOS (Mobile User Objective System) è una struttura composta principalmente da tre antenne circolari dal diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, col compito di pilotare i droni (bombardieri senza pilota) ed inviare dati ad apparecchiature militari in tutti i fronti internazionali.
Tradotto in parole del tutto semplici: parlare di pace puntando il fucile in testa al nemico…
“…Gramsci chiamerebbe un pacifista, un cardiochirurgo che invece di fare i miliardi nelle cliniche svizzere, se ne va ad operare i bambini gratis in Africa, Gramsci chiamerebbe quel pacifista e lo metterebbe a fare il ministro della difesa, non un generale con i cannoni in mano e il mitra in tasca, mettere un generale come ministro della difesa è come mettere un piromane a capo dei pompieri” Ascanio Celestini.
… vai a capire poi chi sono i nemici, ma quella è un'altra storia.

Anche oggi a Niscemi come a Comiso però, la popolazione si mobilita, pure perché, non sono assolutamente da sottovalutare l‘impatto ambientale (Il MUOS è dovrebbe sorgere o meglio sta sorgendo, visto che i lavori sono in corso, all’interno di un’area protetta come la sughereta di Niscemi)che il progetto avrebbe sul territorio ed l’inquinamento elettromagnetico che metterebbe a rischio la salute delle popolazioni limitrofe.
La battaglia del movimento NO MUOS è in pieno svolgimento, mentre scrivo altri blocchi di manifestanti stanno cercando di fermare la costruzione del “MUO..stro”; ad onor del vero qualcosa a livello istituzionale forse si muove. Staremo vigili ed attivi.



Questo scritto ha la sola ambizione di informare e condividere qualche pensiero, non ha altre ambizioni particolari, di certo non potrà fermare la militarizzazione dell’isola, ma una considerazione va comunque fatta.
Quanti MUOS.. TRI, quante basi, quante armi, quanti pericoli, quante guerre, quante zone protette violate, quanto dobbiamo ancora sopportare per ripagare la vostra gentile liberazione?
Pasquale Diodato
Non c'è strada che porti alla pace che non sia la pace”
Gandhi