venerdì 23 maggio 2014

Perché sto con Tspiras

Ivano Asaro
Ho molto meditato sulla scrittura di questo testo. Ho pensato che il fraintendimento sarebbe stata circostanza facile: che il lettore medio avrebbe potuto sovrapporre la mia idea a quella di questo Blog. In realtà Canto Libero, per esigenze soprattutto logistiche, non ha potuto esprimere una preferenza per le elezioni europee, quindi ognuno dei componenti ha fatto la propria scelta. Io ho meditato a lungo prima di scegliere da che parte stare. Ho pensato, ripensato, rimuginato sulla classica lista dei pro e dei contro. Molti motivi, molte candidature ottime, mi avrebbero portato a votare per il Partito Democratico. Gente brava, intraprendente, di storia e caratura, come Elly Schlein in Emilia, oppure Renato Soru in Sardegna, sono garanzia di una politica che sa cosa fare, e nel caso di Soru ha già fatto, molto bene anche. In realtà però votare gente, anche mirabile, in un contenitore sbagliato non fa di quelle candidature una scelta di minor valore, ma porta a vacillare anche gli elettori più pervicaci. Io elettore del Pd poi lo sono sempre meno, sempre più in profondo contrasto sia con le scelte nazionali che locali, almeno quelle che mi costano personalmente. Per questo ho guardato altrove, in cerca forse di qualcosa che poteva pure non esserci. In realtà ho trovato parte delle mie risposte nel progetto di Alexis Tsipras. Sottolineo fortemente il fatto che io, magari sbagliando, non cercavo risposte, ma mie risposte. Ognuno è quello che è, con i propri pregi e difetti e per me non vanno bene tutte le risposte, ma quelle che tengano conto dei miei valori e principi. In Tsipras ho visto questo, ho letto questo, mi sono sentito raccontare questo. Il progetto di Tsipras, per ironia della sorte risponde alle logiche di quello che doveva essere il famoso “Papa Straniero” della sinistra italiana, che invece lo è andato a prendere nelle fila della Dc. Io non voglio fare dietrologia, complottismi, cose insomma di basso cabotaggio. Tanta gente per bene sta con Renzi, lo supporta, spera nelle sue azioni governative. Io però voglio altro. Sto con Tsipras quindi, e non ci sto solo perché sono deluso ed amareggiato con il Pd, ci sto anche perché non vedo il simbolo di SEL, nonostante sia consapevole che ve ne siano i candidati. Vendola dovrebbe ritirarsi a vita privata, perché semplicemente ha mancato di rispetto con la propria condotta privata ad un'intera Regione, tradita ed oltraggiata. Il governatore della Puglia dovrebbe ricordarsi di quando diceva che un uomo pubblico deve avere una condotta migliore dell'uomo medio (come fra l'altro all'art. 54: <<I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge>>) , anche privatamente.




I discorsi rivolti a Berlusconi, alle sue escort, sono un pugno allo stomaco sentendole adesso. La sinistra è magari anche questa, io non ne sono convinto, ma si abbia la bontà di togliersi dalla scena. Voto Tsipras perché parla di Sinistra, e non di comunismo. Voto Tsipras perché parla di Sinistra, concetto che secondo molti era finito. Peccato che gli stessi poi, e mi riferisco ai Grillini, per animare l'elettorato parlino prima di Pertini, poi di Rodotà, poi ancora di Berlinguer: tutta gente con una storia politica di prima grandezza. A tal proposito lasciatemi citare un bravo giornalista, Saverio Tommasi, che dice: <<Dire di non essere ne di destra ne di sinistra è di Destra>>. Voto Tsipras perché l'economia ci rende magari più veloci e connessi, ma la sanità e l'istruzione pubblica ci rendono più liberi. Voto Tsipras perché la Germania fa le Audi, ma prima viene l'aria pulita e l'attenzione all'agricoltura sostenibile. Io insomma, voto Tsipras. Lo voto per quello che è, per quello che spero che faccia.

Piazza Maggiore, Comizio Tsipras




Lo voto anche per altri motivi. Lo voto perché sentire Bella Ciao ad un comizio politico mette di Buon Umore; sentire citare Gramsci e Togliatti è Emozionante; dire ancora Compagno è un onore; ricordare in Piazza Maggiore a Bologna la strage fascista della stazione è liberatorio. Lo voto perché spero che Tsipras e gli intellettuali che a fianco a lui sono scesi in campo non scordino questa bella battaglia ed aiutino i giovani, che in queste ore sono con le bandiere in mano, a formare una sinistra sinistra, una sinistra italiana, ne comunista ne liberale, una sinistra sociale insomma. Spero che la scossa arrivi questo 25 maggio e per darla io voto l'altra Europa con Tsipras.


Ivano Asaro, Ivano Marescotti, Alberto Arcuri






Ivano Asaro



Ivano Asaro

Madrid va a Lisbona: sarà Decima?



Ormai manca pochissimo dall’attesissima finale! 
Come da pronostico entrambe le spagnole rimaste in corsa per la Champions sono riuscite a battere i rispettivi avversari con prestazioni convincenti. Atletico Madrid e Real Madrid hanno dominato le loro gare dal primo fino all’ultimo match: i campioni di Spagna hanno avuto un cammino più difficile rispetto al Real, ma hanno saputo gestire la poca esperienza con dinamismo,cinismo e organizazzione; il Real, invece, ha avuto un girone agevole, ma in semifinale si è ritrovato il grande Bayern Monaco di Pep Guardiola, travolto senza troppe difficoltà. L’Europa è merce spagnola, l’Europa Legue è stata vinta dal Siviglia e adesso le due squadre madrilene si affronteranno a Lisbona per scrivere la storia.

Qui Real: condizione fisica pessima per i blancos di Ancelotti che hanno regalato la Liga all’Atletico Madrid puntando con grande decisione alla Decima. La stella Cristiano Ronaldo preoccupa: gli acciacchi dell’ultimi mesi tengono in ansia il tecnico italiano in vista del match decisivo per la stagione del Real. Ad aggiungere problemi, l’infortunio nell’ultima di campionato del bomber Benzema che tenterà fino all’ultimo di recuperare per la finale. Ancelotti, non avendo certamente Xabi Alonso, schiererà: CASILLAS CARVAJAL RAMOS VARANE COENTRAO ISCO MODRIC BALE C.RONALDO DI MARIA MORATA

Qui Atletico: periodo infortuni drammatico per Simeone che si gioca una doppietta storica per la società biancorossa. Dopo la vittoria della Liga, i guerrieri di Madrid cercheranno di compiere una vera impresa contro i favoriti del Real. La finale è una partita a sé, la storia ha dato risultati clamorosi, ma giocare senza Arda Turan e Diego Costa (dato in forte recupero?) sarà dura per il Cholo Simeone, che schiererà: COURTOIS JUANFRAN MIRANDA GODIN FELIPE LUIS RAUL GARCIA GABI TIAGO KOKE DIEGO VILLA

Sfida che presenta numerose insidie per entrambe le formazioni: se da un lato abbiamo un attacco stellare con Cristiano Ronaldo Bale Benzema o Morata e Di Maria, dall’altra parte troviamo la difesa più forte d’Europa. Ricordo ancora la sfida strepitosa degli undici di Simeone a Barcellona finita 1 a 1. Godin e Miranda formano una vera cerniera,è difficile passare questi due! Ma se il Real possiede un attacco stellare di certo la sua difesa non è all’altezza, i blancos dovranno evitare i contropiedi fatali dell’Atletico che con gli inserimenti di Koke e la costante presenza in attacco di Villa possono sorprendere la disattenta difesa di Ancelotti. Fatte queste premesse, il Real è troppo esperto per perdere una finale così importante,il tecnico di Reggiolo prepara questa finale da settimane, non vuole perdere come accadde a Istanbul col Milan e,quindi, sarebbe clamorosa una debacle. Quindi il mio pronostico va verso la vittoria del Real, in cui Cristiano Ronaldo verrà consacrato come l’uomo della Decima e il tanto osannato Simeone verrà sconfitto dopo una stagione piena di gioie.

Mirko Scimemi


martedì 6 maggio 2014

Il Momento


Ivano Asaro
Ho spesso pensato che la vita sia un'inesorabile sequenza di momenti sempre uguali e sempre diversi tra loro. Ogni istante è infinitamente uguale e diverso dal precedente, e qui sta il fascino del tempo, anche dal successivo. Ho spesso pensato questo, non sempre a dire il vero. Talvolta, come tutti, mi sono bloccato a ragionare nel tempo fermo. Mi sono cioè convinto, evidentemente sbagliando, che gli istanti non siano passi verso un traguardo che prima o poi taglieremo, ma semplicemente episodi che si sommano in maniere banale tra loro. La verità è che il tempo passa, ed oltre alle foto, i compagni e gli amici, passano amori e dispiaceri, odori e colori, vita e morte attorno a noi. Il tempo scorre e c'è un modo orrendo di vederlo passare: quello di non sentirsi partecipi di esso. Essere spettatori del fiume che ci scorre di fronte è una sensazione angosciante dal mio punto di vista. Essere lontani dal centro dell'universo rende la nostra esistenza assimilabile a quella di meri codici identificativi di chissà quale elenco perso in un deposito. L'uomo ha il diritto di essere di più, di far contare la propria individualità nel rispetto e nella libertà dell'individualità altrui. E' però giusto dire che non mi basta il diritto di esserci. E' opportuno dire che, non di certo per arroganza, ma per spirito e convinzione, ritengo che esserci e contare sia un dovere. Sono passati molti, forse troppi, forse troppi pochi, anni da quando ho fatto dell'interesse socio-politico il mio primo campo d'interesse. Non credete che sia facile essere etichettato con miseri stereotipi, di chi ha una passione alta e viene confuso per un ricercatore di opportunità e prebende.
Non credete sia agevole trattenere il ghigno di fronte chi vuole “insegnarti” sciocchezze e superficialità. Vedere gente che ti passa a fianco, sottovalutando te e quello in cui credi, ti pone davanti a barriere psicologiche molto difficilmente superabili. Eppure la passione, l'ardore, la convinzione sono la chiave per tutte le porte, l'analgesico per tutte le delusioni. Il dovere di esserci, il diritto non mi basta per quanto detto, mi ha portato più volte a decifrare l'istinto di schierarsi come un'insana voglia di superiorità personale. Forse un giorno capirò che la voglia di provare ad incidere nella realtà nasce solo da un istinto puerile di supremazia ed egoismo, però ora voglio provare a dire che non ci si deve più accontentare del meno peggio. Ora è il momento di convincere che il tempo passa e le occasioni perse non tornano indietro. Il momento di dire basta recriminazioni, basta lamentarsi degli altri. Passare i mesi a guardarsi indietro non è cosa giusta se si hanno gli strumenti per cambiare quello che vediamo davanti. Il momento è questo. Il momento è quello della verità che si compie perché c'è il rispetto per gli altri, c'è stato e ci sarà. Rispetto che però non deve più autorizzare nessuno a commettere soverchierie a buon mercato. In sintesi concludo dicendo che arriva, ed è arrivato, il momento in cui o smetti di lamentarti e fai vedere che ci sei oppure non hai il diritto di lamentarti. Arriva l'istante in cui la tensione morale deve essere matura per invadere strade e salotti, perché non soltanto un giorno ci chiederanno: <<ma voi dov'eravate?>>, ma verranno a chiederci i conti etici delle nostre azioni. Ecco, è per questo che non si può più derogare ne sbagliare. 

E' per questo che bisogna prendersi il momento.   

Ivano Asaro
Ivano Asaro

sabato 3 maggio 2014

Elezioni a Mazara: trovare la logica nell'illogico

Sforzarsi di trovare la logica nell'illogico è un esercizio ambizioso. 
Si rischia però di essere goffi, magari prefigurando strategie e dietrologie talmente irreali da essere ridicole. Ecco allora che alleanze e liti si spiegano con i massimi sistemi elettorali o magari con semplici antipatie personali. A 20 giorni dal voto Mazara del Vallo si trova in questa situazione. I commentatori, i giornalisti, i professionisti dei discorsi da bar hanno numerose incongruenze nel disegnare le loro tesi basate sul “già tutto è stabilito”. Cosa che è invece onesto fare attraverso la condivisione pubblica, che l'informazione offre, è di vedere e raccontare, forse banalmente, ma con serietà quello che c'è, quello che si respira e si percepisce. La precauzione d'obbligo sia per chi tenta di mettere dei punti fermi, sia per chi tenta di scorgerli in ragionamenti altrui, non può che essere la consapevolezza di uno scenario mutevole, di basso livello politico, di grandi fughe in avanti, e di scarsi spunti realmente intellettuali. Inoltre le percezioni, le sensazioni di chi scrive sono sempre una parte del tutto, con nessuna presunzione di totalità. Il campione su cui mi sono basato per tastare il terreno dei votanti, degli eventuali votati, del circo della politica, è un bacino magari ampio, ma sempre parziale rispetto al tutto. Ecco perché alla fine ognuno mi darà torto o ragione, ma non sulla verità, quella la scrivo perché la colgo, ma sulle proporzioni dei ragionamenti che farò. Il primo di questi ragionamenti non può che partire proprio da lui, il vero re di questa città, Nicola Cristaldi. 
Nicola Cristaldi
Ho spesso scritto che Mazara non perdona niente a nessuno, ma proprio a nessuno, tranne che a lui. Nicola Cristaldi capisce cosa fare e quando farlo, ed anche quando commette errori politici macroscopici, come avere ripetuto per diversi anni consecutivi (guarda caso sempre alla fine dell'estate) di volere tornare al voto non facendolo mai, la città se ne scorda, non gli da peso, o magari i suoi avversari politici non riescono non solo a non scalfire la popolarità del Baffo, ma neanche a far crescere la propria. Cristaldi parte da favorito nella prossima campagna elettorale (la legge elettorale sempre attagliata sui suoi pregi) e può fare rimbalzare la palla dove vuole, agli altri il compito di intercettarla e magari rubarla. Incensare Cristaldi è un modo indiretto per muovere un'enorme critica al resto della politica Mazarese. La sinistra piccola piccola che si divide e si unisce a malo modo, perde i propri intellettuali (senza usare la malafede non si capisce poi neanche tanto bene perché). 
Giuseppe "Pino Bianco", Rosario Crocetta
Bianco, candidato di quest'area, è una persona stimabile, altamente stimabile anche e specialmente fuori i confini di questa città. Forse l'unico in grado di battere in un'eventuale ballottaggio Cristaldi. Bianco però non infiamma, non solo per proprie mancanze non riesce ad essere ne l'Obama ne il Renzi della situazione (strano per lui che ha sempre incarnato la sinistra nuova e moderata, anche quando non era di moda). Alcuni passaggi sono troppo sbagliati per essere veri. La scelte di giunta sono un invito a votare da un'altra parte almeno per larga parte delle persone da me interpellate(che non hanno alcun valore scientifico), non per la mancanza di valori quanto di quello spirito realmente forte ed innovativo che quei nomi di certo non incarnano . Bianco da solo si propone al popolo forte della sua storia famigliare e personale, ma è schiavo comunque di logiche elettorali che non hanno portato alla creazione di quell'audace staff giovane, preparato e colto, da opporre agli apparati di destra, che da tempo si auspicava. Le idee, i progetti, laddove ci sono vengono scanditi sottovoce, al contrario degli altri che magari promettono il mondo (illudendo solo gli stolti che vogliono farsi illudere). A fare da pungolo a questi due interpreti c'è poi Vito Torrente. In realtà il più attivo tra i candidati fin qui citati.
Vito Torrente
Di lui fanno impressione molte cose. Fanno impressione tutte le sezioni elettorali aperte; fanno impressione le molte di risorse profuse in campagna elettorale; fa impressione, forse la più grande, la perfezione della macchina elettorale messa in campo. Un'enormità di candidati, ben 5 liste, di uomini che corrono per la città e chiedono ad amici, parenti e dipendenti, di fare votare per se e per Vito Torrente. Ma perché Vito Torrente, che quasi tutti vedono sconfitto in un eventuale ballottaggio con molti dei big di questa città, si è candidato in prima persona? La risposta non è facile. L'esperienza di Vinnuccia Di Giovanni 5 anni fa, sospinta da Torrente e Massimo Russo più altri, insegna che le corse elettorali si fanno personalmente, e si vince e si perde per se. Forse però c'è pure altro motivo. La candidatura di Torrente in prima persona, dopo le vicende politiche degli ultimi 10 anni, significano che Torrente continua ad essere un politico locale che deve seguire le linee che arrivano da Trapani e da Palermo per avere visioni ampie per i propri progetti. Per farla breve Torrente, la sua coorte è costretto a candidarsi per tenere in piedi un gruppo forte, fortissimo, che con la vecchia legge elettorale sarebbe stato il più serio candidato alla vittoria finale, e che oggi invece rischia di farsi sfuggire persino il ballottaggio. I discorsi potrebbero finire qui. Mi piacerebbe che finissero qui. Magari si potrebbero obbiettare od approfondire alcuni passaggi. Infondo abbiamo un candidato di Destra (che non avrà il simbolo di Forza Italia); uno di Sinistra (che il Pd locale si è ritrovato); ed uno di centro nel senso più democristiano del termine, avendo militato sia a destra che sinistra. Ma questa sarebbe la logica, in un palinsesto di notizie del tutto illogiche. A queste 3 candidature ne vanno sommate ben altre 4. C'è Leo Falco ed il suo movimento 5 stelle; c'è Toni Scilla (anche lui senza il simbolo Forza Italia); Pino Siragusa con il simbolo di Alfano e D'Alì (Nuovo Centro Destra); infine c'è il consigliere uscente Roberto Frazzetta (anche lui senza riferimenti nazionali partitici). Ora potremmo stare qui delle ore a raccontarci tante cose intelligenti su questa campagna elettorale e di certo tornerò a fare il notista politico nei prossimi giorni e settimane. Lasciatemi però in questa fase solamente dire quanto sia illogico parlare di politica in un contesto dove ci sono 7 candidati a sindaco (di cui 5 tutti della stessa area di riferimento, il centro destra) e 475 candidati a consigliere (con soli 30 scranni a disposizione).

Ma d'altronde si sa:<< La logica è noiosa>>





Ivano Asaro
Ivano Asaro

martedì 22 aprile 2014

A un passo dalla finale!


Mirko Scimemi
Dopo dei quarti entusiasmanti e con colpi di scena entusiasmanti (PSG e Barcellona eliminati), ci apprestiamo ad assistere alla fase conclusiva della Champions League. Quattro squadre si contendono il trono d’Europa: Atletico Madrid, Chelsea, Bayern Monaco e Real Madrid. Le urne ci hanno regalato due semifinali che non escludono colpi di scena. 

Atletico Madrid – Chelsea
Qui Atletico: gli iberici sono la squadra rivelazione di quest’anno, il Borussia Dortmund dell’anno passato per intenderci. Nella fase eliminatoria hanno buttato fuori le due squadre che nell’ultimo ventennio hanno fatto la storia dell’Europa: Milan e Barcellona. Si,due squadre non proprio al top del loro blasone, ma la squadra di Simeone ha impressionato per la sua solidità, l’organizzazione tattica e il cinismo sotto porta. Guidati da un vero condottiero, l’Atletico Madrid potrebbe sorprendere tutti e vincere la coppa, in questo momento della stagione, se la condizione ti assiste, si può scrivere la storia!
Qui Chelsea: se l’Atletico è la sorpresa, il Chelsea cos’è? La squadra non è da semifinale, ma il loro allenatore si. Mourinho, quest’anno più che mai, si sta confermando un vero mago! Chiamatela fortuna, chiamatela come volete, lo Special One ha eliminato il PSG di Ibrahimovic e ha portato il Chelsea in un punto in cui nemmeno il più visionario avrebbe mai potuto ipotizzare.
Pronostico: sarà decisiva la prima partita che si giocherà a Madrid, se i padroni di casa vinceranno con più di un gol di vantaggio, sarà finale! Atletico Madrid 60%- Chelsea 40%
  


Real Madrid – Bayern Monaco
Qui Real Madrid: i blancos arrivano alla super sfida con il morale altissimo,vittoriosi sul Barcellona in finale di Coppa del Re,ma con la grana Cristiano Ronaldo. L’asso portoghese,almeno all’andata, non potrà essere schierato da Carlo Ancellotti, quindi ci sarà ancora spazio per il talentuoso Isco. Assenza pesante che però non toglie i favori del pronostico al club più titolato d’Europa che più che mai quest’anno sognano la decima per entrare nella storia.
Qui Bayern Monaco: loro sono una macchina da guerra, hanno vinto la Bundesliga con un mese e mezzo d’anticipo e questo sembra averli penalizzati in coppa. La sfida con lo United ha evidenziato un calo soprattutto in trasferta, dove il Bayern ha sofferto le ripartenze dei Red Evils. Ma il loro potenziale è talmente forte da potersi permettere qualche difetto in fase difensiva. Guardiola ha inflitto lezioni di calcio al Real Madrid,chissà se anche questa volta riuscirà a spuntarla!
Pronostico: è una finale anticipata,sarà una sfida aperta e combattuta fino all’ultimo minuto. Ma sono quasi certo che alla fine il Real andrà a disputare la finale di Lisbona. Real Madrid 55 % - Bayern Monaco 45%
Quattro squadre che presentano allenatori che hanno avuto a che fare col calcio italiano,un monito per le società italiane che un tempo erano allenate dai migliori del mondo.

Vorrei scrivere due righe anche sull’Europa League, dove un’italiana si rivede il semifinale. La Juventus,uscita dalla Champions, affronta i lusitani del Benfica in un doppio confronto che speriamo porti gioia all’Italia dopo anni da assoluti spettatori




Mirko Scimemi

Mirko Scimemi






giovedì 27 marzo 2014

venerdì 14 marzo 2014

#iostoconRinoGiacalone: l'azione continua in attesa di risposte

C'è chi si è convinto, e forse il passato è stato maestro, che le battaglie, quelle morali e legali, sono spesso bandiere ammainate da esporre nei giorni di commemorazioni. C'è chi si è voluto convincere che bastasse un atto di approvazione su un social network (un “mi piace” su facebook) per dire che si è dalla parte delle <<cose giuste>>. Non è così. Non è così specialmente per Canto Libero. Non è così nell'opera di sensibilizzazione #iostoconRinoGiacalone. 

Si deve ben capire che dietro questo ashtag, quasi un ritornello, non sta solo l'apprezzamento per un giornalista, bravo e meritevole senza dubbio, ne tanto meno la voglia di conseguire una vittoria di Pirro. #iostoconRinoGiacalone, dirlo pubblicamente, impegnarsi socialmente, specie per i candidati alla poltrona di primo cittadino di Mazara del Vallo, significa fare una scelta di campo, una dimostrazione di come si vorrà condurre l'amministrazione della città del Satiro nei prossimi 5 anni, si spera.

Dire #iostoconRinoGiacalone significa dire: il mio comune <<è per la legalità, Mazara non fa solo chiacchiere>>. Abbiamo fatto trascorrere alcuni giorni, ed in questi abbiamo raccolto adesioni, simpatie, stimoli, di gente, candidati, uomini e donne, che a tempo debito verranno citati, gli verrà dato merito.




Oggi qui RI-chiediamo di aderire pubblicamente e fortemente al movimento di opinione #iostoconRinoGiacalone. Non vogliamo un “mi piace” su facebook, vogliamo i comunicati stampa, le prese di posizione, gli impegni. Vogliamo vedere chi può dire ad alta voce: #iostoconRinoGiacalone.

Ivano Asaro

Ivano Asaro

giovedì 6 marzo 2014

#iostoconRinoGiacalone

L'iniziativa #iostoconRinoGiacalone si pone due obiettivi: sensibilizzare e responsabilizzare. Vogliamo far sapere perché Rino Giacalone, noto e bravo giornalista che opera in provincia di Trapani, è stato querelato dalla moglie di Mariano Agate, e cioè per avere fatto bene il suo lavoro. Inoltre vogliamo porre di fronte le proprie responsabilità tutti. I politici, candidati a sindaco in primis, devono dire da che parte stanno, ed alle parole fare seguire azioni concrete ed impegni pubblici. La responsabilità però è estesa anche alla cittadinanza, che così avrà modo di sapere chi sta con Rino Giacalone, ovvero con la verità ed il coraggio, e chi invece infila la testa sotto la sabbia ed ignor il tema della legalità. Mazara ha questo dovere perché Mariano Agate era mazarese e non tutti i mazaresi erano come lui. Mazara ha questo dovere perché è fiera di stare dalla parte di giornalisti come Rino Giacalone. Le prossime elezioni comunali si misureranno anche sui temi della legalità e della civiltà, per questo non molleremo come Blog Canto Libero e come gruppo di cittadini questo tema. Aspettiamo le dichiarazioni dei candidati e ne daremo conto alla città.








Propongo un'iniziativa da sottoscrivere e condividere. L'attuale sindaco (Nicola Cristaldi Sindaco di Mazara del Vallo ) e gli altri candidati ( Vito Torrente Toni Scilla Giuseppe Bianco Giuseppe Siragusa Roberto Frazzetta Leonardo FalcoNicolò Asaro) che si contenderanno la poltrona di primo cittadino di Mazara del Vallo si impegnino formalmente ad esprimere solidarietà e sostenere concretamente il giornalista Rino Giacalone, querelato dalla moglie del Boss Agate.

Mazara non può lasciare dubbi sulla propria posizione. I candidati a Sindaco tanto meno. ‪#‎iostoconRinoGiacalone‬





lunedì 3 marzo 2014

Ignoranza, Maria di Trapani e mezzo litro di birra. La grande bellezza

Scrivo spesso in maniera noiosa. Me ne rendo conto. Mi accorgo spesso pure di annoiare gli interlocutori, nei dialoghi da Bar, quando cerco di essere (come al mio solito) un rompipalle puntiglioso e libero. Sul fatto di essere puntiglioso ci sto lavorando, magari un giorno lo sarò meno, sulla libertà credo ci sia poco da fare. Mi da parecchia noia l'essere a favore del forte. Godo di più nell'essere contro, quasi che essere solo, o comunque in scarsa compagnia, sia un pregio. 

Contro: la parola chiave. Essere contro: la condizione dell'anima. 

Nel tempo le maggioranze da avversare, quasi sempre a ragione, erano le flotte Berlusconiane, oggi quelle Renziane e Grilliote. A guardare bene però c'è una maggioranza ben più ampia verso cui essere contro, una maggioranza più forte, inconsapevolmente strutturata e gerarchica nei suoi capisaldi. Una maggioranza strana, inscindibile ma che non si autoriconosce, che segue però lo stesso credo, lo stesso codice, gli stessi generali. 

E' la maggioranza dei Cojjoni

 Prendo in prestito una parola abbastanza volgare, anche di questo mi rendo conto, che però spiega bene ciò di cui sto parlando. Partiamo dal principio, ovvero da chi sono i cojjoni. Non esiste il cojjone tipico, è una famiglia vasta ed articolata che non riesce ad identificarsi in stereotipi interni, al contrario, spesso i cojjoni sono tra loro contro, in dispute ridicole e grottesche. I cojjoni sono quelli che alle sei del pomeriggio del sabato preparano il pacchetto di fazzoletti perché sanno che piangeranno davanti a <<C'è posta per te>>. I cojjoni sono quelli che guardano puntate sconclusionate di un programma che è una casa d'appuntamenti in diretta televisiva, come <<Uomini e Donne>>. I cojjoni sono quelli che criticano il Festival di Sanremo dopo quindici minuti della prima puntata (il festival ne dura 4 di serate) ogni anno, con ogni conduttore, con ogni direttore artistico, con ogni scenografia. I cojjoni sono quelli che discutono sempre e solo degli ingaggi degli uomini dello spettacolo e mai mai di quanto quell'artista ha fatto guadagnare o di quale sia il suo valore in senso assoluto. 
                                   

I cojjoni sono quelli che guardano i video virali di <<Maria di Trapani>>, <<Giuseppe Simone>> e gli altri sottoprodotti della cultura popolare che vive sullo sfruttamento di persone disagiate non solo culturalmente. I cojjoni sono quelli che fanno i video sulle sfide senza senso basati sul bere mezzo litro di birra (nonostante questa pratica abbia già mandato all'ospedale un numero abbastanza alto di ragazzi). I cojjoni sono quelli che allo stadio fanno striscioni indegni. I cojjoni sono i razzisti che ululano alla presenza di un calciatore di colore. I cojjoni sono quelli che votano alle elezioni nazionali contraddicendo quello che pensano (su quello che dicono stendiamo un velo pietoso) perché tanto per quello ci votano tutti. I cojjoni sono quelli che diffondono sulla rete (che per inciso non è solo un social network, non è solo un blog, non è solo un motore di ricerca) materiale dalla fonte improbabile, dai titoli che sono l'iperbole della stronzaggine e che magari non hanno neppure letto la prima riga oltre il titolo di quello che hanno postato. I cojjoni sono quelli che non si fanno un'idea con il materiale che hanno a disposizione (non la mia, ma una loro propria). I cojjoni sono quelli che con superficialità affrontano il mondo. Quelli che hanno l'Iphone, l'ipad, il Mac, e poi non sanno cos'è un pdf. I cojjoni sono tanti. I cojjoni sono disperati e non lo sanno, perché sono convinti che il passo indietro lo debbano fare prima gli altri e si fidano di chi cojjoni ha influito a farli diventare. I cojjoni sono un esercito formato da ignoranti arroganti, bimbiminkia, padri peter pan, arrogantelli con lo slang da ghetto italiano. I cojjoni sono milioni. I cojjoni non vogliono vere responsabilità. 


Dicevo all'inizio che mi piace essere contro le maggioranze, i forti, quelli che di solito vincono. Ho provato a scherzarci su, dando un nome (cojjoni) alla categoria delle categorie del peggio che l'uomo moderno possa esprimere. In questo contesto rintracciare la cultura è esercizio difficile, a volte inutile. Pensateci: Berlusconi e Di Pietro (universi opposti) in diverso modo speravano di prendere i voti sull'ignoranza. Di Pietro considerava il fatto di parlare l'Italiondo strumento per entrare nel cuore degli italiani onesti, per dire sono uno di voi (in realtà Di Pietro l'Italiano lo parla benissimo), <<anche io non mastico il politichese>>. Berlusconi invece faceva di più: speculava proprio sull'ignoranza della gente. Frasi come :<<Vi tolgo l'Ici>>, o la più paradossale <<vi restituisco l'Imu>> sono passate alla storia come “genialate politiche” quando non sono altro che forme vili di approfittamento. Grillo poi, o forse meglio dire Casaleggio hanno superato i predecessori. Il Movimento 5 Stelle ha proprio portato in seno alla vita del Paese l'ignoranza (rendendola visibile, non perché prima non ci fosse). Sono ferite aperte le frasi:<< ci avevano detto che la politica è una cosa difficile, in realtà è una cosa facile con l'impegno>>. Naturalmente non possiamo non ricordare i Bossi, i Borghezio e gli altri amici reclutati alla sagra del rutto libero. 


La deriva è ancora in svolgimento e si fatica a distinguere il vero dall'apparente. Paolo Sorrentino con la sua opera, vincitrice di un Oscar, “La grande Bellezza” ci ha raccontato tutto questo. Il film di Paolo Sorrentino non mostra solo l'Italia dopo 20'anni di cura “Silvio Berlusconi". Il messaggio è più profondo. Descrive proprio come sono i tipici volti, pensieri, atteggiamenti che si possono rintracciare in ogni <<fine impero>>, in ogni <<tempo di decadenza>>. Ci fa capire inoltre quanto la stessa decadenza possa essere magmatica, affascinante, oscura. La deriva morale, dell'anima, non per forza porta all'assoluta perdizione e dietro l'apparente e dissennata condotta può celarsi il valore dei propositi e degli uomini più deboli e per questo eroi.


                                       

In realtà io sono contro a tutto ciò e questo non mi rende migliore, non mi da merito, non è un pregio. Al contrario io sono il primo Cojjone che non avverte la leggerezza di un certo modo di comportarsi, di pensare, di esistere, il valore del fatalismo. Quindi alla fine anche io vedrò assiduamente <<Maria di Trapani>> e berrò il mio mezzo litro di birra. O magari comincio a guardare il Grande Fratello.



P.S. : Complimenti per questo mistico risultato a Toni Servillo e PaoloSorrentino.

Ivano Asaro



Ivano Asaro