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Davide Mauro |
È cominciata da poco meno di
un mese la 67° edizione del campionato di Basket più bello e spettacolare del
mondo, l’NBA. Come ogni anno alla Regular season di 82 partite seguiranno i
playoff, dove si affronteranno le 8 migliori squadre delle 2 conference. Le 2
squadre vinceranno le rispettive conference daranno vita alla finale NBA, un
sfida al meglio delle 7 gare che determinerà i campioni. L’ultima stagione ha
visto trionfare i Miami Heat di Lebron James, che hanno avuto la meglio sugli Oklahoma
Thunder di Durant. Lebron James è riuscito a vincere il suo primo titolo e ha
dimostrato di essere il miglior giocatore nel panorama cestistico mondiale. Anche quest’anno gli Heat sono i principali
candidati, perché oltre ad aver acquistato maggior consapevolezza della propria
forza e avere anche meno pressione da parte del mondo intero, hanno aggiunto
dal mercato Ray Allen che gli assicurerà
tanti punti dalla panchina e un po’ di esperienza. Ma per ripetere il successo
della scorsa stagione dovranno avere la meglio su alcune squadre che hanno
acquisito esperienze rispetto lo scorso anno e si sono rinforzate notevolmente.
Parlando della Eastern Conference, la stessa dei
Miami Heat, la squadra che sembra maggiormente in grado di impensierire i
campioni in carica sembrano i Boston Celtics, battuti l’anno scorso solo in
gara 7 delle finale di conference. I verdi hanno perso Ray Allen passato ai
rivali ma hanno fatto aggiunte importanti al roster e potranno contare su uno
dei Playmaker più forti della lega, Rajon Rondo, che l’anno scorso si è
consacrato definitivamente. Sempre ad Est mi suscitano curiosità i New York
Knicks che sulla carta avevano un roster fortissimo già la scorsa stagione, ma
non avevano trovato la chimica giusta; quest’anno sembrano esser partiti
fortissimi anche grazie all’inserimento di un paio di vecchietti come Jason
Kidd e Rasheed Wallace, che fisicamente non saranno più al top ma che
hanno un’intelligenza cestistica superiore alla media e porteranno tanta esperienza ad un roster che fa di Carmelo Antohny il
proprio giocatore migliore. Altra squadra che potrebbe inserirsi nella lotta
alla finale di conference sono i Broklyn Nets, forse la novità più grande della
nuova stagione, in quanto c’è stato il ricollocamento della franchigia dal New Jersey a Brooklyn. La
squadra è forte, anche se non sembra da titolo, ma vederli giocare nella nuova
arena il Barclays center sarà uno spettacolo e il derby con i cugini dei Knicks
sarà una partita da non perdere. Possibili outsiders ad est potrebbero essere i
Chicago Bulls, i Philadelfia 76ers e gli Indiana Pacers. Se Chicago non avesse
avuto l’infortunio di Derick Rose, loro giocatore migliore, ed MVP della
stagione 2010/2011, sarebbero ai livelli degli Heat; ma l’assenza del PlayMaker peserà
tantissimo sui Bulls che sembrano
avviati ad un anno di transizione per
ricominciare a provare l’assalto al titolo dalla prossima stagione quando Rose
sarà probabilmente completamente rigenerato. Altra incognita sono i
Philadelphia 76ers che hanno acquistato dai Los Angels Lakers il secondo miglior centro della lega, Andrew Bynum, che
però dall’inizio stagione non ha giocato nemmeno un minuto a causa di infortuni
che si porta dietro dall’inizio della sua avventura NBA. Se Bynum si riprendesse i 76ers ad est sarebbero
secondi solo agli Heat, senza Bynum andranno ai Play Off a fare da comparsa.
Gli Indiana Pacers sono la rivelazione della scorsa stagione, sono riusciti ad
arrivare ai Playoff e perdere solo al secondo turno dai Miami Heat. Quest’anno
si ci aspetta il salto di qualità a livello mentale da parte di questo ottimo
gruppo, se arriverà allora possono battere chiunque; se invece non innalzeranno
il loro livello rispetto lo scorso anno, rischieranno di uscire subito al primo turno.
Per quanto riguarda l’Ovest i favoriti d’obbligo
dopo le trade estive non possono che essere i Los Angeles Lakers, la franchigia
più famosa del mondo che, ad un roster composto già da giocatori del calibro di
Kobe Bryant, una delle più forti guardie della storia del gioco, Metta World
Peace e Pau Gasol, ha aggiunto il miglior playmaker degli ultimi 10 anni, Steve
Nash e il più forte centro attualmente
dell’NBA, Dwight Howard. L’inizio è stato uno dei peggiori di sempre nella
storia della franchigia e dopo tantissime sconfitte nelle amichevoli di
pre-season anche il campionato non è iniziato nel migliore dei modi, al punto
che la dirigenza ha preso la decisone di esonerare Mike Brown e ingaggiare Mike
D’Antoni, che ha fatto le fortune di Milano da giocatore e che da allenatore ha
sempre fatto giocare alle sue squadre una pallacanestro spettacolare ma mai
vincente. Le incognite sono moltissime, c’è da vedere se il 38enne Nash
riuscirà a giocare come nelle ultime stagioni, come sarà la convivenza tra due
accentratori come Nash e Bryant, se il sistema di D’antoni è quello giusto per
questi giocatori e soprattutto se la pallacanestro di D’Antoni riuscirà ad
essere vincenti a livello dei Playoff Nonostante le molte incognite il roster dei
Lakers è sicuramente con i nomi il più forte dell’NBA ma ci sarà da vedere cosa
faranno in campo. Dietro ai Lakers a Ovest ci sono tante squadre ottime che
possono puntare ognuna alla finale. Ci sono i giovani Thunder che nonostante la
perdita di Harden, sacrificato per gestioni salariali, possono contare su 2
stelle assolute come Westbrook e Durant, più la crescita di Ibaka. Poi ci sono
i San Antonio Spurs formati da un terzetto, Parker-Ginobili-Duncan, che ha già
vinto 3 titoli NBA, il roster è ottimo ma c’è da vedere se quei tre,
soprattutto Duncan, non comincino a sentire i segni della vecchiaia.
Grossissima incognita potrebbero essere i Memphis Grizzles, che dispongono
probabilmente della coppia di lunghi meglio assortita della lega, se i 2 lunghi
non avranno noie muscolari daranno parecchio fastidio a tutti gli avversari. Chance
di fare bene hanno anche i Los Angeles
Clippers, i cugini meno famosi e storicamente più scarsi dei Lakers, l’hanno
scorso hanno fatto notevoli passi avanti grazie all’acquisto del miglior Play
della lega, Chris Paul e al giovane ed esplosivo Blake Griffin, per il titolo
gli manca qualcosa, in estate hanno acquistato Hill e Odom, se questi due
giocano al meglio allora i Clippers possono dire la loro e provare ad arrivare
alle finali. Possibili incognite ad Ovest possono essere i Denver Nuggets, i
Minnesota Timberolves e i Dallas Mavericks, i primi sono la squadra dove gioca
Danilo Galliari ,uno dei 3 Italiani che giocano in NBA. Il loro roster è profondo, sono forti ma per
sperare di vincere i titolo gli manca l’”all star” che li guidi nei momenti di
difficoltà, riusciranno ad arrivare a i play off ma spegnendosi al primo turno. I Timberwolves hanno un ottima
squadra, una delle rivelazione della scorsa stagione, Ricky Rubio, per ora
fermo ai box dopo un butto infortunio della scorsa stagione, e un ottimo lungo
quale Kevin Love che l’anno scorso ha dominato in tutte le arene dove ha
giocato. In questo inizio di stagione stanno avendo tanta sfiga infatti
all’infortunio di Rubio si è aggiunto quello di Love e nonostante questo non
stanno facendo male, certo per centrare i playoff devono sperare che quei 2
tornino al top, anche con Rubio e Love speranze di titolo non ne hanno, ma sono
una squadra da tenere d’occhio per il futuro. E infine Dallas, che fino a
quando potrà contare di Dirk Nowitzki sarà sempre competitiva, anche se ormai non più ai
livelli di titolo, vinto 2 stagioni fa, hanno cambiato un po’ tutta la squadra
aggiunto dei giocatori come Mayo e Collison che potrebbero esplodere
definitivamente, ma sono una squadra da primo turno di playoff e non oltre.
Parlando di finale tutti gli
addetti ai lavori, e non solo, sono pronti a scommettere su una finale
Laker-Heat. Questa finale è un po’ il sogno di tutti gli appassionati della
lega e quasi di un intera nazione che spera di vedere uno contro uno in una finale, 2 fenomeni assoluti come Bryant e James, che
rappresentano il passato e i futuro di questa lega. La finale sembra scontata ma le sorprese sono
dietro l’angolo.
Davide Mauro
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