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E' vero, in
buona sostanza, che ci si appassiona facilmente alle diatribe
“politicanti”, chi del resto non ha tifato per uno dei nomi
concorrenti nel palio del Quirinale. Tutto vero, e ve lo dice uno che
con la più genuina passione ha fatto le maratone televisive: <<sono
stato più io davanti la tv che Mentana su La7>>.
Poi succede il fatto, quello che ti
riporta alla verità, come il sole fu per Icaro.
Le mie ali molto più
misere erano i social network, strumenti che ti danno l'impressione
di potere incidere sul circostante, come se un tweet fosse un voto od
un proiettile.
Comunque la vediate queste convinzioni si sciolgono di
fronte a proiettili e voti veri.
Da un lato in una calda mattinata
romana nasce il governo Letta, quello della grande ammucchiata,
quello che potete vedere bene o male, ma che comunque sta la, c'è e
ci sarà, che vi piaccia o no; dall'altra parte nella stessa
mattinata romana c'è un uomo, uno come tanti, uno che come tanti ha
grossi problemi dentro la valigetta e dentro le tasche, che vede il
mondo un po' più grigio ogni giorno che passa, e che nella stessa
valigetta ha una pistola. Questo signore si chiama Luigi Preiti, ed
ha sparato sul serio, ha sparato nella convinzione di colpire chi ha
votato sul serio, ma ha colpito dei carabinieri, e qui non ci sono
più ne twitter o facebook che tengano.
Ecco, questa sberla ti riporta
alla verità, ti riporta alle immagini di frighi vuoti e case
polverose, ti riporta alle tasse scolastiche ed alla tristezza di un
padre. Queste cose spengono tutti gli account, rallentano i neuroni e
la smania del futile. Certo ci sono le frasi di circostanza, quelle su cui il Vespa o Giletti di turno si diletteranno, magari questa settimana ci saranno le frasi
contrite di Mara Venier e le, tristemente mitiche, espressioni di
Barbara D'urso.
Nonostante tutto le frasi di circostanza, i particolari succulenti per
le tv, però non serviranno a far si che un processo inevitabile s'inneschi. Come scrissi quasi tre anni fa
(http://sosta-vietata.blogspot.it/2010/10/lo-schiaffo-dellonda.html
), lo schiaffo sarebbe arrivato, e questo sarebbe stato ben più
gravoso da sopportare di una guancia indolenzita. Ve ne accorgerete
nei prossimi giorni. Il tam tam porterà a due sibillini discorsi,
che magari inizialmente si pronunceranno con voce sommessa, e poi
sempre più convinta:
- questo gesto è quanto meno addebitabile moralmente al vociare grillino;
- in fondo in fondo i politici se lo meritano.
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Già fra le parole dei giornalisti schierati il primo
dei due messaggi è chiaro, ovvero, in maniera ipocrita e senza
scrupoli, giustificare il governo PD-PDL di Roma, come l'unica
soluzione al barbaro che avanza, tra battute e sfottò, cioé Grillo.
Dall'altra parte il sentimento popolare si colorerà di violenza ogni
giorno di più, fino a giustificare il sangue dei politici, di
qualsiasi rango e livello, e magari anche di chi politico non è ma
prende un lauto stipendio pubblico, e poi chissenefrega. La bomba che
non doveva scoppiare è in realtà implosa sotto Palazzo Chigi, e le
conseguenze sono intangibili ed ahimé incalcolabili. Per fare un
attentato di piccole dimensioni, ed il caso della Maratona di Boston
ce l'ha ampiamente dimostrato, non servono grandi mezzi, e neppure
grandi
Chi può dirsi salvo
dalla rabbia, chi? Un consigliere comunale? Un provveditore? Un
primario di un ospedale pubblico che nega un ricovero? Un
sindacalista che lucra sui costi di formazione? Nessuno è davvero
incolpevole di fronte al montare della rabbia, neppure i privati che magari hanno stili di vita particolarmente agiati e delocalizzano per lucro.
Ora magari i toni sono
pessimistici, ma io dico che sono più Gramsciani:<< il
pessimismo della ragione, l'ottimismo della volontà>>.
Io
spero che tutto ciò, che sembra concreto, non si verifichi, che la
rabbia non monti, che nessuna procura della repubblica scovi più
mega furti sui fondi regionali, o mega sistemi tangentisti. Ma se
succedesse chi sarà in grado di dire con forza <<la violenza è
del tutto ingiustificata?>> Non davanti una telecamera naturalmente, ma
davanti un caffè od in ufficio, in fabbrica come in famiglia, i
luoghi ad ogni modo dove il protocollo e l'etichetta lasciano spazio
alla spontaneità ancora prima della sincerità. Sono sempre stato
convinto che per mettere un bomba, per fare un attentato ad un
rappresentante delle istituzioni, non servano mille uomini, ma dieci e
novecentonovanta disposti a girarsi dall'altra parte, io di questi
ultimi ne conosco di più.
Voi?
Ivano Asaro |
Ivano Asaro
CARO IVANO, TUTTO NELLA VITA HA UN PERCE'.UN MALATO UNA MEDICINA, UNA TERAPIA, VANNO BENE. MA SE NON SI TROVA LA CAUSA CHE GENERA LA MALATTIA, IL MALATO SI RIAMMALERA'. QUANDO GLI ITALIANI, SAPRANNO CHE VUOL DIRE DEMOCRATICO, PENESARANNO, AGIANNO DA DEMOCRATICI. LA MALATQ POLITICA ITALIANA, GUARIRA'. ECCO PRCHE' HO FATTO IL: www.mydistefano.com. AMICHEVOLI SALUTI.
RispondiEliminaCome sempre, hai fatto una lucida analisi della vicenda in questione. Temo, purtroppo, che i nostri politicanti(non politici) troppo attenti ai loro ninteressi pesonali non riusciranno a portarci fuori da questa situazione. Vrdo dei rischi per la nostra Democrazia, ma vorrei sbagliarmi.
RispondiEliminaIvà, la prossima volta prendi qualche goccia di novalgina!!! Per il resto, purtroppo, sono d'accordo con te. Se i politici non capiscono neanche adesso che la situazione è drammatica entro poco tempo assisteremo a fatti eclatanti di disperazione. Ma attenzione, se si arriverà a quel punto, la disperazione porterà la gente a volere conto e soddisfazione di tutti, anche da coloro che da qualche tempo continuano a fare dichiarazioni "poco ortodosse"...quindi è meglio che TUTTI si rimbocchino le maniche, TUTTI.
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